Tarquinia, una rosa in mare per ricordare gli 80 anni dalla strage di Vergarolla

Riceviamo dal Comitato 10 Febbraio di Viterbo e pubblichiamo

Una rosa per unire l’Italia e Pola in un abbraccio ideale.  Questo il senso dell’iniziativa messa in atto questa mattina al Lido di Tarquinia, nel tratto di mare antistante Porto Clementino, da Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio e da Maurizio Federici, dirigente nazionale del sodalizio. 

Una rosa rossa è stata gettata in acqua per ricordare gli 80 anni dalla strage di Vergarolla. Il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Pola avvenne la deflagrazione di alcuni ordigni bellici accatastati sull’arenile mentre era in corso una gara sportiva. Un centinaio furono i morti nella tremenda esplosione, per la stragrande maggioranza italiani. A causa dell’attentato, la quasi totalità della popolazione abbandonò la città per rifugiarsi nell’Italia democratica.

“La strage di Vergarolla è una delle pagine più terribili e dimenticate della storia d’Italia – commenta Silvano Olmi, presidente nazionale del C10F – in quel giorno d’estate esplosero alcuni ordigni bellici che si trovavano da tempo sulla spiaggia di Pola e si riteneva fossero stati disinnescati. Fu un attentato contro gli italiani, anche se ancora oggi qualcuno cerca di accreditare altre piste fantasiose.”

“Alcune vittime furono dilaniate dalle scoppio – commenta Maurizio Federici, dirigente nazionale e responsabile per la Tuscia del C10F –  voglio ricordare l’eroismo del dottor Geppino Micheletti, che pur avendo perso i due figli e parte della sua famiglia nell’attentato, continuò a prestare soccorso ai feriti. Un esempio per tutti i medici e il personale sanitario.”

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