#Tarquinia2017 – Una Primavera per Tarquinia: “Uno, nessuno… duecentocinquantuno”

Riceviamo e pubblichiamo

Alle prossime Elezioni Comunali di Tarquinia partecipano 6 candidati sindaco per un totale di 251 candidati consiglieri. In pratica poco meno del 2% degli aventi diritto al voto (circa 13.500) sono candidati in qualche lista. Andando un po’ più nello specifico, il record per numero di candidature al Consiglio e per numero di liste spetta al Sig. Bacciardi che presenta addirittura 4 liste per un totale di 64 candidati. Seguono a ruota il Sig. Moscherini sempre con 4 liste ma con un numero minore di candidati consiglieri (59), e i candidati Ranucci e Mencarini con tre liste e 48 candidati ciascuno.

Facendo il totale, questi 4 candidati presentano 219 nomi su 251. Gli unici candidati a presentare unica lista sono Isabella Alessandrucci per “Una Primavera per Tarquinia” e Ernesto Cesarini per il “Movimento 5 Stelle”.

Facendo una ulteriore considerazione, dal momento che il “non statuto” obbliga i 5 Stelle a presentare una sola lista, gli unici che hanno deciso liberamente di presentare solo 16 candidati sono proprio quelli di “Una Primavera per Tarquinia”.

Il fatto di presentare 219 candidati su 251 dimostra in modo evidente la leva su cui si basa tutto il lavoro elettorale dei 4 candidati “classici” o se volete “riciclati”. La leva è appunto quella di operare una raccolta a tappeto dei candidati possibili, in modo da avere una copertura pressoché totale dei nuclei famigliari esistenti (che in una città di 17.000 persone è rappresentata benissimo da 219 nomi) basando il risultato elettorale sul legame di parentela piuttosto che sull’effettiva capacità o qualità delle persone presentate.

Questa è l’arma di massa dei vari Bacciardi, Mencarini, Moscherini e Ranucci, la quantità, non la scelta in funzione delle capacità effettive. Ovviamente tale quantità enorme di candidature potrebbe tornare utile in caso di ballottaggio per operare i vari incroci possibili in funzione delle eventuali alleanze. In poche parole la candidatura è una sorta di strumento di controllo del “territorio elettorale” del Comune di Tarquinia.

A voi piace essere controllati con la scusa di essere coinvolti? O preferite essere partecipi in funzione di ciò che ritenete opportuno e in funzione dell’idea che avete di comunità? Tarquinia deve uscire dalla logica delle quantità ed entrare finalmente nella logica delle qualità anche perché di quantità ne avrà poche (parliamo di una cittadina di soli 17.000 abitanti) ma di qualità ne ha parecchie.

“Una Primavera per Tarquinia”

7 commenti su #Tarquinia2017 – Una Primavera per Tarquinia: “Uno, nessuno… duecentocinquantuno”

  • Aria nuova ha scritto:

    Ripropongo il mio precedente post:
    Forza, signora Alessandrucci!
    Spazzi via queste vecchie mummie della politica tarquiniese,
    con il vento di una politica e di una amministrazione veramente innovative e costruttive, per il bene di Tarquinia, finalmente!
    Siamo con Lei!!

    [Apprezzato :)] Thumb up 16 Thumb down 5

  • Cartesio ha scritto:

    Condivido in parte l’analisi svolta da “Primavera per Tarquinia”, anche se non ne condivido poi certe inferenze e deduzioni. Partiamo dai dati. Essi sono tutti esatti, essendo oggettivamente riscontrabili. Infatti è vero che alle partecipano 6 candidati sindaco per un totale di 251 candidati consiglieri. Esattamente il 2% della popolazione. Come negarlo? E’ vero che il Sig. Bacciardi presenta addirittura 4 liste per un totale di 64 candidati e che seguono a ruota il Sig. Moscherini sempre con 4 liste ma con un numero minore di candidati consiglieri (59), e i candidati Ranucci e Mencarini (non ho ben capito perché costoro, a differenza degli altri due è negato l’appellativo di signori… forse che non sono degni di essere considerati tali?) con tre liste e 48 candidati. Anche questo, comunque, è un dato incontrovertibile.
    Nulla da eccepire inoltre che presentare 219 candidati su 251 dimostra in modo evidente la leva su cui si basa tutto il lavoro elettorale dei 4 candidati. Il punto in cui non mi trovo d’accordo è che voi considerate i candidati classici anche riciclati. Intanto bisogna intendere cosa si intende per candidato classico. Secondo il mio punto di vista è uno che si è già candidato a sindaco. Orbene, dei quattro che voi indicate soltanto Moscherini si è già candidato a sindaco (tra l’altro in un comune diverso), mentre si è già candidato a sindaco Ernesto Cesarini, che, da quanto mi è dato di capire, lo escludete dalla quaterna. Se si fosse candidato Celletti, sarebbe stato un candidato classico? E poi, perché i candidati cosiddetti classici dovrebbero essere riciclati? Il Devoto-Oli per il termine riciclato mi fornisce la seguente definizione:” Sottoposto a operazioni di riciclaggio, in modo da poter essere recuperato per un nuovo uso”. Quindi, sotto questo profilo, gli unici riciclati si ridurrebbero ad essere Moscherini e Cesarini, che già sono stati candidati a sindaco per altri usi. A Civitavecchia il primo, nella lista Spazio Aperto alle precedenti elezioni l’altro. Ranucci non è un riciclato. E’ stato sempre lì dove si trova, cioè nel PD. Non lo sono ovviamente Mencarini e la stessa Alessandrucci, che si candidano per la prima volta e non hanno trascorsi politici. Forse potrebbe essere considerato virtualmente un riciclato Bacciardi, che prima stava in una lista che appoggiava il PD, ma che non si è mai candidato a sindaco, altrimenti dovremmo considerare riciclato Celletti, che si è candidato a sindaco in una lista alle precedente elezioni ed ora è uno dei candidati della vostra.
    Procediamo. In seguito si afferma che la leva è appunto quella di operare una raccolta a tappeto dei candidati possibili, in modo da avere una copertura pressoché totale dei nuclei famigliari esistenti (che in una città di 17.000 persone è rappresentata benissimo da 219 nomi) basando il risultato elettorale sul legame di parentela.
    Sono perfettamente d’accordo. io mi spingerei oltre. Insieme al legale di parentela anche la conoscenza, l’amicizia e le relazioni inter-personali. Ciò su cui non mi trovo d’accordo è l’affermazione in base alla quale questa costituente quantitativa escluderebbe la qualità. Io direi che statisticamente si verifica piuttosto il contrario. Più si allargano le basi numeriche più è possibile accedere anche alla qualità, altrimenti vigerebbe un criterio prettamente oligarchico e aristocratico. Non mi trovo per niente d’accordo infine sul fatto che tale tela estesa garantirebbe un controllo elettorale del secondo turno. Anzi, è vero il contrario. In tutto questo marasma di candidati, coloro che non sono eletti, e, dato il numero ingente, saranno la maggioranza, non avranno alcun motivo di appoggiare il loro referente al ballottaggio. Anzi, si sentiranno forse traditi. E’ evidente, notorio e scontato che, al ballottaggio, salta qualsiasi capacità di controllo e vincerà la persona che riscuoterà maggior appeal. Mi scuso per la lunghezza (direi lungaggine) del discorso, ma tale prolissità era doverosa per chiarire e demistificare certe affermazioni gratuite.

    [Non apprezzato] Thumb up 9 Thumb down 17

  • Voglia di Nuovo ha scritto:

    Per Cartesio:
    Una disamina sul termine “riciclato”???
    Pensiamo a cose più serie, per favore, i problemi sono ben altri!!

    Thumb up 2 Thumb down 3

  • Cartesio ha scritto:

    @Pure lui riciclato

    Chiedo venia e accolgo con piacere il suo appunto. Il dato mi era del tutto sfuggito. E comunque il Polo Civico era pur sempre una lista civica, per cui, al di là delle mie opinioni, che non sono in linea con quelle di Bacciardi, per onestà intellettuale, faccio fatica a connotare la scelta di Bacciardi come un riciclaggio alla stessa stregua di chi ha cambiato totalmente schieramento politico, o di chi ha saltato tra liste affini, ma con diverso orientamento e intendimento.

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  • Cartesio ha scritto:

    @Caio

    E magari Mazzola, il Comune, l’Università Agraria, insieme a tante ditte del territorio, si appoggiavano alla banca di Mencarini. E lui si è sempre reso disponibile, al di là dei soggetti e delle colorazioni politiche.

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  • Aria nuova

    Ripropongo il mio precedente post:
    Forza, signora Alessandrucci!
    Spazzi via queste vecchie mummie della politica tarquiniese,
    con il vento di una politica e di una amministrazione veramente innovative e costruttive, per il bene di Tarquinia, finalmente!
    Siamo con Lei!!

    [Apprezzato :)] Thumb up 16 Thumb down 5

  • Cartesio

    Condivido in parte l’analisi svolta da “Primavera per Tarquinia”, anche se non ne condivido poi certe inferenze e deduzioni. Partiamo dai dati. Essi sono tutti esatti, essendo oggettivamente riscontrabili. Infatti è vero che alle partecipano 6 candidati sindaco per un totale di 251 candidati consiglieri. Esattamente il 2% della popolazione. Come negarlo? E’ vero che il Sig. Bacciardi presenta addirittura 4 liste per un totale di 64 candidati e che seguono a ruota il Sig. Moscherini sempre con 4 liste ma con un numero minore di candidati consiglieri (59), e i candidati Ranucci e Mencarini (non ho ben capito perché costoro, a differenza degli altri due è negato l’appellativo di signori… forse che non sono degni di essere considerati tali?) con tre liste e 48 candidati. Anche questo, comunque, è un dato incontrovertibile.
    Nulla da eccepire inoltre che presentare 219 candidati su 251 dimostra in modo evidente la leva su cui si basa tutto il lavoro elettorale dei 4 candidati. Il punto in cui non mi trovo d’accordo è che voi considerate i candidati classici anche riciclati. Intanto bisogna intendere cosa si intende per candidato classico. Secondo il mio punto di vista è uno che si è già candidato a sindaco. Orbene, dei quattro che voi indicate soltanto Moscherini si è già candidato a sindaco (tra l’altro in un comune diverso), mentre si è già candidato a sindaco Ernesto Cesarini, che, da quanto mi è dato di capire, lo escludete dalla quaterna. Se si fosse candidato Celletti, sarebbe stato un candidato classico? E poi, perché i candidati cosiddetti classici dovrebbero essere riciclati? Il Devoto-Oli per il termine riciclato mi fornisce la seguente definizione:” Sottoposto a operazioni di riciclaggio, in modo da poter essere recuperato per un nuovo uso”. Quindi, sotto questo profilo, gli unici riciclati si ridurrebbero ad essere Moscherini e Cesarini, che già sono stati candidati a sindaco per altri usi. A Civitavecchia il primo, nella lista Spazio Aperto alle precedenti elezioni l’altro. Ranucci non è un riciclato. E’ stato sempre lì dove si trova, cioè nel PD. Non lo sono ovviamente Mencarini e la stessa Alessandrucci, che si candidano per la prima volta e non hanno trascorsi politici. Forse potrebbe essere considerato virtualmente un riciclato Bacciardi, che prima stava in una lista che appoggiava il PD, ma che non si è mai candidato a sindaco, altrimenti dovremmo considerare riciclato Celletti, che si è candidato a sindaco in una lista alle precedente elezioni ed ora è uno dei candidati della vostra.
    Procediamo. In seguito si afferma che la leva è appunto quella di operare una raccolta a tappeto dei candidati possibili, in modo da avere una copertura pressoché totale dei nuclei famigliari esistenti (che in una città di 17.000 persone è rappresentata benissimo da 219 nomi) basando il risultato elettorale sul legame di parentela.
    Sono perfettamente d’accordo. io mi spingerei oltre. Insieme al legale di parentela anche la conoscenza, l’amicizia e le relazioni inter-personali. Ciò su cui non mi trovo d’accordo è l’affermazione in base alla quale questa costituente quantitativa escluderebbe la qualità. Io direi che statisticamente si verifica piuttosto il contrario. Più si allargano le basi numeriche più è possibile accedere anche alla qualità, altrimenti vigerebbe un criterio prettamente oligarchico e aristocratico. Non mi trovo per niente d’accordo infine sul fatto che tale tela estesa garantirebbe un controllo elettorale del secondo turno. Anzi, è vero il contrario. In tutto questo marasma di candidati, coloro che non sono eletti, e, dato il numero ingente, saranno la maggioranza, non avranno alcun motivo di appoggiare il loro referente al ballottaggio. Anzi, si sentiranno forse traditi. E’ evidente, notorio e scontato che, al ballottaggio, salta qualsiasi capacità di controllo e vincerà la persona che riscuoterà maggior appeal. Mi scuso per la lunghezza (direi lungaggine) del discorso, ma tale prolissità era doverosa per chiarire e demistificare certe affermazioni gratuite.

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  • Voglia di Nuovo

    Per Cartesio:
    Una disamina sul termine “riciclato”???
    Pensiamo a cose più serie, per favore, i problemi sono ben altri!!

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  • Pure lui riciclato

    il sig bacciardi si è già candidato sindaco nel 2007 .

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  • Cartesio

    @Pure lui riciclato

    Chiedo venia e accolgo con piacere il suo appunto. Il dato mi era del tutto sfuggito. E comunque il Polo Civico era pur sempre una lista civica, per cui, al di là delle mie opinioni, che non sono in linea con quelle di Bacciardi, per onestà intellettuale, faccio fatica a connotare la scelta di Bacciardi come un riciclaggio alla stessa stregua di chi ha cambiato totalmente schieramento politico, o di chi ha saltato tra liste affini, ma con diverso orientamento e intendimento.

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  • Caio

    …e magari Mencarini 5 anni fa appoggiava mazzola

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  • Cartesio

    @Caio

    E magari Mazzola, il Comune, l’Università Agraria, insieme a tante ditte del territorio, si appoggiavano alla banca di Mencarini. E lui si è sempre reso disponibile, al di là dei soggetti e delle colorazioni politiche.

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