Treni soppressi ed “accorciati”: la protesta del Comitato Pendolari

Riceviamo e pubblichiamo

Ieri ci eravamo lamentati del fatto che per l’ennesima volta il treno 23655 da Grosseto avesse circolato nuovamente a 5 carrozze, dando difficoltà ad accedervi già a Civitavecchia. E’ veramente surreale che, oltre a non avere le nuove corse (“a vantaggio dell’aumento delle composizioni”), proprio su quello che il Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord ha segnalato da tempo essere il più critico dei treni della FL5 del contratto di servizio del Lazio abbiamo, sia pur saltuariamente, addirittura composizioni al di sotto quanto previsto dal cds stesso.

E quanto successo oggi, quando al treno sono state assegnate anche le fermate di Palidoro. Maccarese ed Aurelia a causa della soppressione del treno precedente, lo conferma nel peggiore dei modi: 100 persone circa restate a piedi ad attendere fino a 40 minuti ed a sovraffollare i successivi (tra cui il 7149 di cui pure il Comitato ha segnalato fino allo stremo l’insufficienza) lo dimostrano.

La nostra linea non può sopportare alterazioni ad un servizio che è già sui minimi sindacali. Il 23655 deve essere rinforzato da subito, seguendo quanto assicurato nella riunione tra Comitato, Regione e Ferrovie di novembre ed, in caso di perturbazioni (sia o meno vera la voce dell’irreperibilità del macchinista che avrebbe provocato la soppressione di oggi), devono essere presi provvedimenti perché tale composizione sia ugualmente garantita; e sul 7149 il Jazz deve essere sostituito almeno da un TAF. Altrimenti, come commenta il presidente del Comitato Andrea Ricci, si torna indietro di cinque anni. Senza dilungarci qui sullo stupore che delle due corse aggiuntive previste per dicembre non ne sia stata attivata nemmeno una nemmeno a marzo.

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