Riceviamo dal gruppo consiliare “Tuscania delle Idee” e pubblichiamo
Il gruppo consiliare “Tuscania delle Idee” ha esercitato pienamente e legittimamente le proprie prerogative istituzionali, chiedendo formalmente la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario. Una richiesta che nasce da una situazione ormai non più tollerabile: il sistematico e prolungato ritardo dell’Amministrazione comunale nel fornire risposte agli atti di sindacato ispettivo presentati dai consiglieri.
I consiglieri Alessandro Tizi, Valentina Marziali e Giulio Capati hanno infatti depositato tra il 2025 e il 2026 una decina tra interrogazioni e interpellanze, tutte rimaste senza risposta nei tempi previsti dal regolamento comunale, che stabilisce in trenta giorni il termine entro cui l’Amministrazione è tenuta a rispondere.
Non si tratta di ritardi marginali o di semplici disguidi amministrativi: alcune di queste interrogazioni risultano inevase da oltre un anno, insieme a mozioni e ordini del giorno che non sono mai stati nemmeno portati alla discussione in aula consiliare. Un fatto grave che svuota di significato il ruolo del Consiglio Comunale e priva la città di un confronto democratico essenziale.
Le questioni sollevate sono tutt’altro che secondarie. Riguardano infatti temi centrali per la vita della comunità tuscanese: dalla proposta di intitolazione della Biblioteca Comunale a Enio Staccini, un atto sostenuto da centinaia e centinaia di cittadini e che rappresenta un riconoscimento importante per la memoria collettiva della città, fino alle celebrazioni della Festa della Liberazione, che anche quest’anno hanno visto l’assenza dell’Amministrazione Comunale, in un momento che dovrebbe invece unire l’intera comunità nel ricordo e nei valori della democrazia.
A questi si aggiungono temi concreti e urgenti che riguardano la qualità della vita quotidiana dei cittadini: la situazione delle case popolari, le criticità nella gestione della raccolta differenziata, la piscina comunale, e soprattutto lo stato di evidente abbandono dello stadio “Fioravanti”, una struttura che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per lo sport cittadino e che invece versa in condizioni di progressivo degrado.
Non meno importante è la vicenda relativa al complesso sportivo dell’Olivo, sulla quale tutta la città attende ancora chiarimenti ufficiali: la scomparsa e la successiva demolizione di una struttura sportiva di recente realizzazione, avvenute senza alcuna comunicazione pubblica, rappresentano un fatto che necessita di totale trasparenza e di spiegazioni puntuali all’intero Consiglio Comunale e alla cittadinanza.
“Il comportamento della maggioranza è completamente inaccettabile – dichiara il Capogruppo Alessandro Tizi – non è più tollerabile che il Sindaco e l’Amministrazione comunale continuino a non rispondere su questioni fondamentali per la città. Non si può pensare di amministrare una città sottraendosi al confronto istituzionale e ignorando gli strumenti democratici che i consiglieri comunali hanno a disposizione”.
“Il Sindaco Bartolacci deve assumersi la responsabilità di rispondere alla città – prosegue Tizi – senza ulteriori rinvii e senza silenzi. Il Consiglio Comunale non è un luogo da evitare, ma il cuore della democrazia locale. Se l’Amministrazione non ha intenzione di portare i temi in aula, siamo noi a farlo, perché queste questioni devono essere discusse davanti ai cittadini e ai tuscanesi, senza più rinvii né giustificazioni”.
Il Sindaco e la sua maggioranza sono ora chiamati a un atto di responsabilità politica e istituzionale: riportare il confronto nel luogo naturale della democrazia, il Consiglio Comunale, e garantire finalmente risposte chiare, complete e trasparenti alla città.
