Vent’anni di informazione locale: il ricordo di Attilio Rosati e l’esperienza di Tarquinia Città

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Attilio Rosati, che ringrazio perché mi permette di lanciare un’idea che avevo in testa in occasione di questo ventennale: raccontare delle altre testate locali con cui L’extra ha condiviso un periodo del suo percorso e, se riusciremo, anche di quelle che, precedentemente, hanno animato il dibattito cittadino. Partendo, perchè no, proprio da Tarquinia Città.

A margine della bella celebrazione de L’extra, alcune considerazioni sono doverose.

È stato bellissimo scoprire, o riscoprire, la coesione di una forte ed eterogenea redazione composta da illustri personaggi del mondo della cultura, dell’arte, delle migliori e più lucide intelligenze locali. Affiorano nel corso dell’incontro, ricordi di gustose e pregnanti riunioni redazionali permeate da idealismi non ideologici e di salda origine popolare nel senso più alto del termine.

Ad una domanda della conduttrice tesa a restituire l’idea di tutto ciò il linotipista della testata azzarda un paragone con la peggiore e senz’altro più scombiccherata organizzazione di altra testata locale. Per avventura fui io a organizzarla condurla e gestirla, senza purtroppo il sostegno di redazione alcuna per dieci lunghi anni.

Quasi con invidia sentivo i redattori dell’extra parlare di riunioni settimanali persino condite da scazzi. Io non me la potei mai permettere una redazione. Piegato dagli impegni di studio e di lavoro dovevo, unico, correre per l’auto finanziamento della testata, la raccolta dei pezzi, la correzione delle bozze, spesso fino alle due del mattino e a titolo completamente gratuito. Una fatica improba durata fino a che gli impegni lavorativi non divennero un ostacolo insormontabile.

Solo una spalla amica sulla quale ridere o piangere a secondo della comicità o della drammaticità dei momenti. Una spalla peraltro forte e rassicurante attaccata a Romeo Manfredi Rotelli. Un guerriero della luce che in questi anni non ho mai smesso di ricordare come amico vero e di stimare come grande persona. Ad altri che pure mi hanno supportato inviando i loro scritti mensili, non devo nulla se non un grazie. Ho onorato ogni impegno. A partire da quelli economici con gli stampatori, a finire con quelli morali con i cittadini. Ai quali dovevo ed ho profuso, tutto il mio impegno. Disorganizzato arruffato e confuso. Ma sincero.

Attilio Rosati

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