“DNA” di Dennis Kelly al Teatro San Leonardo di Viterbo

Giovedì 5 febbraio alle ore 21 e venerdì 6 febbraio alle ore 10, con una replica mattutina riservata alle scuole medie, il Teatro San Leonardo di Viterbo ospita DNA, spettacolo tratto dal celebre testo del drammaturgo britannico Dennis Kelly. La traduzione è di Monica Nappo, la regia di Valentina Cognatti, mentre la produzione è firmata da Margot Theatre Company.

L’evento è proposto in occasione della Giornata mondiale contro il bullismo e affronta, con uno sguardo diretto e privo di mediazioni, le dinamiche psicologiche e sociali che attraversano il gruppo e che possono sfociare in forme di violenza collettiva.

Un racconto corale tra colpa, paura e responsabilità

DNA prende avvio dalla scomparsa di Bess, precipitata in un pozzo in disuso mentre i suoi coetanei, per gioco o per noia, le lanciavano delle pietre. Nessuno dei ragazzi è completamente innocente, ma nessuno vuole assumersi la responsabilità di quanto accaduto. Da qui si sviluppa una reazione collettiva fatta di paura, tentativi di autodifesa e strategie improvvisate per evitare di essere scoperti.

Il gruppo si compatta, ridefinisce ruoli e gerarchie, costruisce un piano comune che sembra garantire una fragile stabilità, fino a quando un evento inatteso rompe l’equilibrio e fa emergere la violenza latente che attraversa i rapporti tra i personaggi.

Il bullismo come meccanismo sociale

Il testo di Dennis Kelly non rappresenta il bullismo come un episodio isolato, ma come un fenomeno strutturato, legato alla pressione del gruppo, al bisogno di appartenenza e alla progressiva perdita di empatia. I protagonisti sono adolescenti ordinari, riconoscibili, e proprio per questo inquietanti: figure in cui lo spettatore può facilmente riconoscere dinamiche già viste o vissute.

Non c’è un giudizio morale esplicito, ma una messa in scena asciutta e lucida dei fatti e delle loro conseguenze. L’adolescenza appare come un territorio segnato da frustrazione e senso di inadeguatezza, in cui la violenza e l’indifferenza diventano risposte a un vuoto più profondo.

DNA non offre soluzioni né risposte definitive, ma apre uno spazio di riflessione sulla responsabilità individuale all’interno delle dinamiche collettive e sul valore della vita, propria e altrui.