Prenderà il via il 16 maggio 2026 a Tarquinia il ciclo di conferenze sociopolitiche dal titolo “Il sonno della democrazia genera mostri”, promosso dall’Associazione La Lestra con il patrocinio del Comune di Tarquinia. Un percorso articolato in cinque appuntamenti dedicati ai temi della democrazia, della rappresentanza politica, dei totalitarismi e del rapporto tra cittadini, media e istituzioni.
Gli incontri si svolgeranno tra la sede dell’associazione culturale La Lestra, in via dei Granari 1, e la biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli”, coinvolgendo studiosi, ricercatori e docenti universitari.
Il programma delle conferenze
Ad aprire il ciclo sarà, il 16 maggio alle 17.30 alla Lestra, il dirigente di ricerca Enea Gianni Appetecchi con l’incontro “L’ascesa democratica al potere delle dittature: il nazionalsocialismo in Germania”.
Il secondo appuntamento, il 23 maggio sempre alle 17.30 alla Lestra, vedrà ancora protagonista Appetecchi con “Il ritorno dell’estremismo? Perché si parla dei dittatori del XX secolo come personaggi di oggi”.
Il 30 maggio, alle 17.30, spazio a Stefano Tienforti, direttore di lextra.news e docente di Diritto ed Economia al liceo delle Scienze Umane San Benedetto di Tarquinia, con la conferenza “La crisi della rappresentanza e il futuro della democrazia”.
Il 4 giugno, alle 17 alla biblioteca comunale, il professor Luca Massidda, docente associato di Sociologia dei fenomeni politici all’Università della Tuscia, terrà l’incontro “C’eravamo tanto amati. Media e democrazia nel XXI secolo”.
Chiuderà il ciclo, il 19 giugno alle 17.30 in biblioteca, il ricercatore della Link Campus University Giulio Saputo con la conferenza “Democrazia europea: crisi o rinascita?”.
Una riflessione aperta sul presente
Il filo conduttore del progetto parte dall’analisi della crisi delle democrazie liberali del Novecento per arrivare alle difficoltà che caratterizzano oggi i sistemi democratici europei: crisi della rappresentanza, disaffezione politica, sfiducia nelle istituzioni e trasformazione del ruolo dei media.
L’obiettivo dichiarato del ciclo è quello di promuovere una riflessione aperta e pluralista, “lontano da appartenenze politiche”, per interrogarsi sulle cause della crescente distanza tra cittadini e istituzioni e sulle possibili strade per rigenerare il senso civico e la partecipazione democratica.
Al centro del dibattito anche il ruolo della cultura, della scuola, dell’associazionismo e del dialogo tra generazioni nella costruzione di nuovi legami di fiducia all’interno della società contemporanea.
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