Bonita Beach, il Tar si dichiara incompetente e la vicenda passa al giudice civile: cosa può succedere ora

Il Tar del Lazio ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione nella controversia relativa allo stabilimento balneare comunale “Bonita Beach” di Tarquinia, rimettendo gli atti al giudice ordinario: resta quindi un’incognita quanto accadrà, quindi, nella stagione ormai alle porte, per la struttura su lungomare dei Tirreni.

La vicenda riguarda il contenzioso tra il Comune di Tarquinia e la società concessionaria L’Arsenale s.r.l., che aveva gestito la struttura durante la stagione balneare 2025, a seguito dell’affidamento valido sino al 2027 secondo un bando triennale proposto lo scorso anno dall’amministrazione comunale.

Secondo quanto stabilito dal tribunale amministrativo, la questione rientrerebbe nell’ambito dei diritti soggettivi di natura contrattuale e non nella competenza della giustizia amministrativa.

La vicenda tra verifiche, revoca e ricorso

Le criticità che sarebbero emerse al termine della stagione 2025 e che sono contestate dal Comune di Tarquinia hanno portato l’ente, lo scorso 14 aprile, alla revoca della concessione, con conseguente sgombero della struttura ed escussione della fideiussione, anche a seguito di verifiche interne dopo segnalazioni da parte degli utenti e di un sopralluogo tecnico, datato gennaio 2026, che avrebbe evidenziato presunte inadempienze contrattuali, tra cui lavori di riqualificazione incompleti.

La reazione della società concessionaria è stato un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio, che aveva provveduto a fissare la sospensione temporanea dello sfratto in attesa della decisione. Giunta ieri, con il già citato difetto di giurisdizione.

Andreani: “Tutela dell’interesse pubblico”

“Prendiamo atto della decisione del TAR e ribadiamo la volontà dell’Amministrazione di proseguire nel percorso di trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse pubblico nella gestione del bene demaniale. – afferma l’assessore Andrea Andreani –. La pronuncia non entra nel merito della vicenda amministrativa, ma chiarisce esclusivamente quale sia l’autorità giudiziaria competente. Continueremo quindi ad operare con determinazione affinché la gestione della struttura avvenga nel pieno rispetto delle regole, garantendo imparzialità, concorrenza e tutela dell’interesse collettivo”.

Estate 2026 tra incertezze e tempi lunghi

Il passaggio della causa al tribunale civile rischia ora di avere ripercussioni dirette e pesanti sulla stagione balneare 2026. Se, a quanto si apprende da ambienti comunali, il rinvio al giudice ordinario comporta la nuova chiusura della struttura, la stessa sembra dover restare di fatto “sospesa”: non nella disponibilità della concessionaria, ma con il Comune impossibilitato a procedere a un nuovo bando. A due settimane dal mese di giugno, è realistico pensare a una stagione di fermo, con la decisione del giudice ordinario – cui ora la concessionaria potrà ricorrere – che, si teme, difficilmente arriverà in tempi sufficientemente brevi.

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