Riceviamo dall’UDC di Viterbo e pubblichiamo
A distanza di settimane dalle prime indiscrezioni sull’Udc pronta a puntare sul nome di Simonetta Coccia, gli esponenti locali e provinciali del partito sembrano oggi sempre più convinti che la scelta di una donna alternativa a Chiara Frontini rappresenti la strada più giusta per il futuro della città.
Secondo l’Udc, infatti, l’esperienza amministrativa degli ultimi anni avrebbe lasciato soprattutto l’immagine di una città ferma, segnata da continue tensioni interne alla maggioranza finite più volte al centro del dibattito politico cittadino. Nel mirino anche alcune questioni considerate centrali dai centristi: dalla progressiva desertificazione del centro storico ai problemi legati alla viabilità, temi che – sostengono – avrebbero caratterizzato il mandato amministrativo.
“Cinque anni di fermo”, viene ribadito negli ambienti del partito, con una gestione che sarebbe stata costruita più sulla figura del sindaco che sul lavoro collegiale della maggioranza. Una leadership definita “accentatrice e decisionista”, sulla quale l’Udc continua a mantenere una posizione critica.
Di contro, il partito rilancia la propria idea di città: “La nostra idea è quella di una Viterbo di tutti, una Viterbo dell’ascolto e soprattutto dello sviluppo economico”.
Per l’Udc sarà quindi necessario ripartire dal dialogo con cittadini, imprese e categorie produttive, costruendo un progetto civico capace di rimettere al centro partecipazione, crescita economica e valorizzazione del territorio.
