Un reperto di oltre duemilasettecento anni fa diventa la chiave per raccontare relazioni, influenze e trasformazioni culturali dell’Etruria protostorica. Prosegue così la rassegna “Raccontare l’archeologia nella Tuscia”, che venerdì 22 maggio alle ore 17 farà tappa al Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo.
Protagonista del quinto appuntamento sarà il cinerario antropomorfo seduto su un trono proveniente dalla Tomba XVIII dell’Olmo Bello, straordinaria testimonianza archeologica che guiderà il pubblico in un percorso tra le origini della civiltà etrusca.
Le connessioni culturali tra Bisenzio e Chiusi
L’incontro sarà curato da Marina Sclafani, cultrice della materia in Etruscologia e Antichità Italiche all’Università di Roma Tor Vergata, e approfondirà le relazioni culturali tra Chiusi, importante centro dell’Etruria interna, e Bisenzio, sito strategico affacciato sulla sponda sud-occidentale del lago di Bolsena.
Al centro dell’analisi il corredo della Tomba XVIII dell’Olmo Bello, databile alla fine dell’VIII secolo a.C., che rappresenta un prezioso punto di osservazione sulle dinamiche di contatto e circolazione culturale tra differenti comunità etrusche.
Particolare attenzione sarà dedicata proprio al raffinato cinerario antropomorfo esposto nelle sale del museo viterbese, considerato una delle prime testimonianze della tendenza all’umanizzazione delle forme che nei secoli successivi porterà alla nascita dei celebri canopi chiusini.
Musei come luoghi vivi di confronto e ricerca
“La rassegna nasce con l’obiettivo di trasformare i musei in luoghi di confronto, approfondimento e condivisione della ricerca”, sottolinea Elisabetta Scungio, direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della Cultura.
Il ciclo “Raccontare l’archeologia nella Tuscia” proseguirà fino a dicembre coinvolgendo studiosi, università, parchi archeologici e centri di ricerca, con incontri dedicati all’archeologia etrusca e falisca, alla bioarcheologia, alla tutela del patrimonio e ai nuovi strumenti digitali per la valorizzazione culturale.
Gli appuntamenti si svolgono tra il Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo e il Museo nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana. L’ingresso è libero e senza obbligo di prenotazione.
