La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri ospiterà il 23 maggio, alle ore 16.15 nella sala Mengarelli, la conferenza-spettacolo “Magistrati: un ruolo difficile. Giudici o giudicati?”, ideata e diretta dall’attore e regista Agostino De Angelis e organizzata dall’associazione culturale ArcheoTheatron.
L’appuntamento si inserisce nell’ambito della Giornata Nazionale della Legalità, istituita per commemorare le vittime delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, a 34 anni dall’attentato in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.
L’iniziativa, promossa dal Parco Archeologico Cerveteri-Tarquinia con il patrocinio di Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e Comune di Cerveteri, punta a trasformare la memoria in occasione di confronto civile e riflessione contemporanea.
Il ruolo del magistrato tra giustizia e pressione pubblica
Il titolo dell’evento affronta uno dei temi più delicati del dibattito pubblico attuale: il ruolo della magistratura in una società sempre più segnata dalla polarizzazione e dalla pressione mediatica.
Nel suggestivo scenario della Banditaccia, il confronto alternerà interventi giuridici, momenti teatrali e proiezioni video, creando un percorso che intreccia diritto, coscienza civile e memoria storica.
Parteciperanno gli avvocati Siro Bargiacchi, Renato Arseni, Nicola Soracco e Alessandra Cola, insieme alla giornalista Barbara Pignataro. I reading saranno affidati agli allievi dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage: Monia Marchi, Riccardo Dominici, Stefano Ercolani, Luisa De Antoniis, Marta Soracco, Nerina Piras, Filippo Soracco, Bruno Frosi e Rossella Travagliati.
Un viaggio tra memoria, coscienza e cittadinanza attiva
La formula della conferenza-spettacolo, cifra distintiva del lavoro artistico di Agostino De Angelis, accompagnerà il pubblico in una riflessione sul peso delle decisioni giudiziarie, sull’indipendenza della magistratura e sulla fragilità dell’equilibrio democratico.
“Essere magistrati oggi significa abitare un confine sottile”, si legge nella presentazione dell’evento. “Non è solo applicazione del codice, è il peso di una responsabilità che spesso trasforma chi giudica nel primo degli accusati dal tribunale dell’opinione pubblica”.
L’incontro vuole così diventare non soltanto una commemorazione delle vittime della mafia, ma anche un invito alla partecipazione consapevole, alla cultura della legalità e alla costruzione quotidiana di una cittadinanza attiva.
