Fondi PAC, Caci: «Difendere l’agricoltura dal territorio fino a Bruxelles»

Riceviamo da Sergio Caci e pubblichiamo

Qualche giorno fa avevo parlato della decisione della Regione Lazio di aumentare del 50% il gasolio agricolo ad accisa agevolata per il 2026, una risposta concreta alle difficoltà che stanno affrontando le nostre aziende a causa del caldo, della siccità e dell’aumento dei costi.È una tematica che seguo da tempo e che mi sta particolarmente a cuore, soprattutto pensando a territori come Montalto di Castro e Pescia Romana, dove l’agricoltura non è soltanto un settore economico, ma è lavoro, storia, paesaggio e identità.

Oggi il confronto si sposta a Bruxelles.Veronika Vrecionova, presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, intervenendo sul rischio di una riduzione delle risorse destinate alla Politica agricola comune nel prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione, è stata molto chiara: “l’obiettivo deve essere quello di garantire agli agricoltori europei quanti più fondi possibile.

”È una posizione che condivido.Perché mentre discutiamo dei grandi bilanci europei, delle percentuali e dei nuovi equilibri finanziari, nelle nostre campagne ci sono imprenditori agricoli che ogni mattina devono fare i conti con il costo del carburante, dell’energia, dell’acqua, dei fertilizzanti, della manodopera e con un clima che rende ogni stagione più difficile della precedente. La PAC non può diventare il capitolo sul quale recuperare risorse per finanziare altre politiche.

L’agricoltura europea deve invece tornare ad essere considerata strategica.Significa sicurezza alimentare. Significa tutela del territorio. Significa occupazione. Significa impedire l’abbandono delle campagne e permettere alle nuove generazioni di immaginare ancora un futuro dentro un’azienda agricola. Dal provvedimento della Regione Lazio al confronto che si sta aprendo sul prossimo bilancio europeo, il principio deve quindi rimanere lo stesso: ascoltare chi produce e trasformare quell’ascolto in risorse e provvedimenti concreti.Perché se chiediamo agli agricoltori di continuare a produrre, di innovare, di rispettare standard ambientali sempre più elevati e di custodire il nostro territorio, dobbiamo anche metterli nelle condizioni economiche di poterlo fare.

Su questo credo serva una battaglia politica trasversale, dal territorio fino a Bruxelles. Difendere i fondi della PAC significa difendere le nostre aziende, il nostro cibo e il futuro dei nostri territori. E su questa partita Montalto e Pescia Romana hanno tutto il diritto di far sentire la propria voce.

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