Caravaggio a Porto Ercole: “Ragazzo morso da un ramarro” in mostra nella Chiesa di Sant’Erasmo

Un capolavoro attribuito a Caravaggio nel luogo indissolubilmente legato agli ultimi giorni della sua vita. Dal 27 settembre al 25 ottobre 2026, la Chiesa di Sant’Erasmo nel Borgo Antico di Porto Ercole ospiterà Ragazzo morso da un ramarro, opera giovanile di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

La mostra, a ingresso gratuito, avrà la cura scientifica dello storico dell’arte Pierluigi Carofano. L’iniziativa assume un particolare valore simbolico proprio per il rapporto tra il pittore e Porto Ercole, dove Caravaggio morì nel 1610.

Un’opera giovanile di Caravaggio raramente accessibile al pubblico

Il dipinto esposto è un olio su tela di 65,5 per 50 centimetri, proveniente da una collezione privata romana e datato intorno al 1595, nei primi anni del soggiorno romano dell’artista.

Secondo quanto illustrato nella presentazione della mostra, la tela fu esaminata direttamente nel 1958 da Roberto Longhi, che ne riconobbe la mano del maestro. La versione romana presenta elementi tecnici ed esecutivi ricondotti alla produzione giovanile caravaggesca, dalla preparazione bruna ai pentimenti visibili nelle dita della mano sinistra.

Rispetto alle altre versioni note dell’opera conservate a Londra e Firenze, questa presenta alcuni particolari distintivi, tra cui le lacrime sulla palpebra inferiore del ragazzo, il colore marrone del ramarro e specifiche sfumature della rosa. Elementi sulla base dei quali studiosi come Sergio Rossi ed Emilio Negro hanno avanzato l’ipotesi che possa trattarsi del prototipo autografo della composizione.

Tra giovinezza, piacere e dolore

Ragazzo morso da un ramarro mette in scena l’istante nel quale un giovane viene sorpreso dal morso dell’animale nascosto tra la frutta. Un momento fulmineo, trasformato da Caravaggio in un intreccio di movimento, espressione e natura morta.

La composizione è stata interpretata anche come allegoria del rapporto tra giovinezza e morte, seduzione e caducità, piacere e dolore. La rosa tra i capelli, la caraffa di vetro, le ciliegie e le spine concorrono alla costruzione simbolica della scena, mentre il morso interrompe improvvisamente l’apparente armonia.

Nel volto del protagonista è stata inoltre ipotizzata la presenza di un autoritratto giovanile dello stesso Caravaggio, aggiungendo un ulteriore livello di lettura a una delle immagini più celebri della sua prima produzione.

Mostra gratuita dal 27 settembre al 25 ottobre

L’esposizione è organizzata dall’Associazione MetaMorfosi insieme alla Fondazione Guglielmo Giordano, con il patrocinio del Comune di Monte Argentario e il contributo della Marina di Cala Galera e di Listone Giordano. Collaborano inoltre la Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello e la Parrocchia di Sant’Erasmo e San Paolo della Croce.

L’allestimento nella Chiesa di Sant’Erasmo punta a creare un dialogo tra l’opera e l’architettura del Borgo Antico, offrendo al pubblico l’occasione di vedere da vicino una tela appartenente a una collezione privata e quindi raramente accessibile.

“Ragazzo morso da un ramarro” sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni dal 27 settembre al 25 ottobre 2026.

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