Bonita, la querelle Comune-gestore prosegue: ora arriva una lettera all’amministrazione da parte di alcuni utenti

Continua a far discutere la vicenda dello stabilimento balneare comunale di Tarquinia Lido. Nei giorni scorsi la Sezione Civile del Tribunale di Civitavecchia ha rigettato il ricorso d’urgenza presentato dalla società concessionaria, che chiedeva la sospensione del provvedimento con cui il Comune di Tarquinia ha disposto la risoluzione del contratto di concessione. Contestualmente, l’Amministrazione comunale ha comunicato di essere al lavoro per garantire il regolare svolgimento della stagione estiva presso la struttura, con l’obiettivo di assicurare la continuità dei servizi e la piena fruibilità dello stabilimento da parte di residenti e turisti.

La posizione della società e l’annuncio di nuovi ricorsi

Nonostante il pronunciamento del Tribunale, presso la struttura continua a operare il personale della società affidataria e lo stabilimento resta aperto al pubblico. In una nota, la società L’Arsenale ha definito il provvedimento giudiziario «un mero decreto cautelare monocratico e provvisorio», annunciando la volontà di proseguire la propria azione legale e contestando la posizione assunta dal Comune di Tarquinia e dal sindaco Francesco Sposetti. La società evidenzia inoltre come la struttura, ribattezzata “Bonita” sotto l’attuale gestione, sia operativa già dal mese di maggio e stia garantendo un servizio apprezzato dagli utenti. Secondo quanto sostenuto nella nota, numerosi abbonati avrebbero confermato la propria presenza per la stagione estiva, contribuendo anche ad attrarre nuovi visitatori verso il litorale tarquiniese.

Una lettera degli utenti chiede continuità per la stagione estiva

Nelle ultime ore si è aggiunto un nuovo elemento al dibattito. Alcuni abbonati e frequentatori dello stabilimento stanno infatti raccogliendo firme in calce a una lettera da inviare al Comune di Tarquinia chiedendo di valutare positivamente la permanenza della gestione affidata a L’Arsenale, affinché possa proseguire l’attività già avviata. La richiesta viene interpretata da alcuni non tanto come un riconoscimento del lavoro svolto dalla società, quanto soprattutto un tentativo di evitare ripercussioni sulla stagione balneare ormai alle porte. A quasi metà giugno, la vicenda resta quindi aperta e in attesa dei prossimi sviluppi amministrativi e giudiziari che potrebbero incidere sul futuro dello stabilimento comunale.

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