Il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT) sarà tra i protagonisti della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Un’occasione per presentare gli interventi realizzati negli ultimi anni nelle necropoli etrusche e nei musei archeologici delle due città, con particolare attenzione all’accessibilità, alla conservazione e all’utilizzo delle nuove tecnologie.
Archeologi e funzionari del Parco parteciperanno alla manifestazione per illustrare i risultati delle attività di tutela, ricerca e valorizzazione condotte nella Necropoli della Banditaccia di Cerveteri, nella Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia e nei rispettivi musei archeologici nazionali.
Sabato 31 ottobre la presentazione degli interventi PNRR
Uno degli appuntamenti principali è previsto per sabato 31 ottobre, nell’ambito della conferenza “Tutela del patrimonio: grandi cantieri e PNRR, tra conservazione e rinnovamento dei luoghi della cultura”, curata dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura.
Durante l’incontro saranno illustrati i lavori realizzati grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e agli interventi di manutenzione straordinaria e restauro.
Tra gli obiettivi perseguiti dal Parco figurano il miglioramento della sicurezza dei percorsi, l’ampliamento delle possibilità di visita e l’introduzione di strumenti capaci di rendere il patrimonio archeologico più accessibile, conciliando la fruizione pubblica con le esigenze di conservazione.
Necropoli etrusche, nuovi percorsi e sistemi di monitoraggio
Nelle necropoli di Cerveteri e Tarquinia sono stati effettuati interventi di sistemazione dei camminamenti e introdotte soluzioni architettoniche che consentono di raggiungere complessi monumentali precedentemente esclusi dai percorsi di visita.
Particolare attenzione è stata dedicata alla conservazione delle tombe dipinte di Tarquinia, attraverso nuovi sistemi di monitoraggio ambientale che permettono di controllare le condizioni interne e contribuire alla protezione delle pitture.
In entrambe le necropoli sono state inoltre installate stazioni meteorologiche collegate a una centrale di controllo, con l’obiettivo di rilevare le condizioni ambientali e individuare tempestivamente eventuali situazioni di rischio.
Museo di Tarquinia, ascensore, illuminazione e strumenti multimediali
Gli interventi hanno interessato anche il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, ospitato a Palazzo Vitelleschi.
Sono state ampliate le aree destinate alla sosta e alla contemplazione delle opere, mentre lavori di manutenzione hanno riguardato i portici, il cortile e il loggiato del palazzo.
Tra le novità figura l’installazione di un nuovo ascensore, destinato a facilitare l’accesso agli spazi museali anche alle persone con difficoltà di deambulazione.
L’esperienza di visita è stata inoltre arricchita con strumenti digitali e soluzioni dedicate all’accessibilità, tra cui totem multimediali, video nella Lingua dei Segni Italiana (LIS), pannelli tattili e modelli tridimensionali.
Nella sala delle tombe dipinte, i visitatori possono osservare a 360 gradi le tombe ricomposte all’interno dello spazio espositivo, mentre una postazione multimediale permette di approfondire la conoscenza della Tomba dell’Orco.
Anche l’illuminazione è stata rinnovata con sistemi a LED, pensati per valorizzare reperti e ambienti architettonici e contribuire alla riduzione dei consumi energetici.
Al Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri, ospitato nel Castello Ruspoli, l’allestimento è stato invece arricchito con materiali di recente scoperta o precedentemente poco conosciuti.
Bellelli: «Rendere il patrimonio sempre più accessibile e condiviso»
La partecipazione alla manifestazione di Paestum rappresenta per il PACT anche un’occasione di confronto con altre istituzioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio archeologico.
«La BMTA ci offre l’opportunità di incontrare pubblici diversi e di confrontarci con chi, in Italia e nel Mediterraneo, lavora per rendere il patrimonio archeologico sempre più accessibile e condiviso», dichiara Vincenzo Bellelli, direttore del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia.
«Cerveteri e Tarquinia hanno una storia profondamente legata agli scambi e al dialogo tra culture: portarla a Paestum significa inserirla in una rete di relazioni e prospettive che guarda al futuro, senza perdere il legame con le comunità e i luoghi da cui questa storia proviene».
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