

C’è anche un giovane artista di Tarquinia tra i protagonisti di Playing Memories, il progetto internazionale che unisce musica, teatro, danza e arti visive attraverso residenze artistiche finanziate dall’Unione Europea e realizzate con la partecipazione di alcune tra le più importanti istituzioni formative e culturali europee.
Si tratta di Silvio Padovani, in arte Bohris, cantautore e studente del Biennio accademico di secondo livello in Music Production del Saint Louis College of Music, ideatore e leader della performance multidisciplinare “Will Be”, presentata in anteprima a Milano e successivamente portata davanti a un pubblico internazionale a Madrid.
L’esperienza artistica di Bohris e del progetto è raccontata anche nella docu-serie Playing Memories, disponibile su RaiPlay (qui la parte uno, qui la parte 2), che documenta il percorso creativo delle residenze artistiche e il lavoro dei giovani performer coinvolti.
“Will Be”, una storia di identità, sogni e riscatto
Al centro della performance c’è la storia di Will, un ragazzo nato e cresciuto in un Paese che continua però a considerarlo uno straniero.
Attraverso la musica, Will prova a superare i muri del pregiudizio e a conquistare il diritto di essere riconosciuto per ciò che è realmente. Il suo percorso si sviluppa tra sogni, difficoltà quotidiane e una forte volontà di affermare la propria identità.
Nello spettacolo si intrecciano rivisitazioni di brani di Lucio Dalla, Mirkoeilcane, Willie Peyote e Caparezza, insieme agli inediti scritti da Bohris, creando un racconto che affronta temi attuali come il razzismo, l’emarginazione e il bisogno di appartenenza.
Playing Memories: arte, formazione e scambio culturale
Playing Memories rappresenta un’esperienza unica nel panorama formativo europeo. Il progetto prevede otto residenze artistiche della durata di quindici giorni ciascuna, coinvolgendo complessivamente circa 140 artisti tra musicisti, attori, danzatori, visual artist, fotografi e scenografi provenienti da diversi Paesi. Ogni residenza dà vita a una performance originale e multidisciplinare, frutto di un processo di creazione collettiva che mette in dialogo culture, linguaggi artistici e sensibilità differenti.
Tra i partner figurano il Saint Louis College of Music di Roma e Milano, il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila, la Fondazione Accademia Teatro alla Scala, RUFA, ISIA Roma, la Scuola di Arti di Cuba, l’Academy of Performing Arts di Praga, la Staffordshire University e la Kazakh National Academy of Arts.
Il progetto rientra nell’ambito del PNRR – Missione 4, Componente 1, Investimento 3.4 “Didattica universitaria e competenze avanzate” e viene documentato da una docu-serie televisiva in due stagioni pubblicata in streaming su RaiPlay.
