

Un sistema di arredo bagno può essere molto più di una collezione di elementi. Può diventare un modo di interpretare lo spazio, di mettere in relazione materia e architettura, tecnologia e gesto quotidiano. È questa la prospettiva da cui nasce TAI, il progetto di Dalila Leone per NIC, selezionato per l’ADI Design Index 2026.
L’ingresso nell’Index porta TAI all’interno dell’Osservatorio permanente del Design ADI, che ogni anno seleziona e documenta una parte significativa della produzione contemporanea italiana. Un riconoscimento che assume inoltre un significato particolare perché l’ADI Design Index costituisce il primo passaggio del percorso verso il XXX Compasso d’Oro ADI 2028. La selezione è stata presentata il 1° ottobre all’ADI Design Museum di Milano, insieme ai progetti scelti per l’edizione 2026.
Un bagno pensato come architettura
Nel progetto della designer Dalila Leone, il bagno viene interpretato come uno spazio domestico a tutti gli effetti, sempre più vicino alla dimensione dell’architettura e dell’interior design. La risposta non passa dalla ricerca di un elemento iconico, ma dalla costruzione di un sistema nel quale ogni componente partecipa a un linguaggio comune. Funzione e percezione convivono, mentre materiali, proporzioni, tecnologia e gesti quotidiani concorrono alla definizione dello spazio.
In TAI, la componente tecnica non viene dissimulata. Al contrario, diventa parte dell’identità del progetto, trovando un equilibrio con una ricerca formale essenziale e contemporanea. Il risultato è un linguaggio riconoscibile senza essere dichiarativo, capace di inserirsi nello spazio senza imporsi su di esso.
Una ricerca condivisa tra progetto e industria


Nel lavoro di Dalila il progetto industriale nasce dall’equilibrio tra idea e possibilità, tra ricerca e produzione, e nello specifico TAI nasce dal dialogo tra la designer che opera a Tarquinia e NIC, realtà italiana di eccellenza nell’arredo bagno. È proprio all’interno di questo confronto che il progetto prende forma: da una parte la ricerca della designer, dall’altra l’esperienza produttiva dell’azienda e la conoscenza di un settore in trasformazione. È una dimensione propria del design industriale, dove la qualità dell’idea deve trovare una forma concreta e riproducibile. La collaborazione tra designer e industria diventa così un processo condiviso, nel quale identità dell’azienda, ricerca e cultura del progetto si influenzano reciprocamente.
Il risultato non è soltanto una nuova collezione, ma un sistema che prova a interpretare un cambiamento già in atto nel modo di concepire il bagno. Uno spazio un tempo prevalentemente funzionale è oggi parte integrante dell’identità domestica. È diventato luogo di benessere, di cura, di pausa; uno spazio nel quale il progetto è chiamato a costruire non soltanto prestazioni, ma anche atmosfera e relazione. TAI si confronta con questa trasformazione attraverso una progettazione che cerca nella misura il proprio elemento distintivo.
Un progetto dentro la cultura del design italiano



La selezione nell’ADI Design Index porta TAI oltre il perimetro del prodotto e lo inserisce nel più ampio contesto della cultura del progetto italiano: l’evento inaugura infatti il percorso biennale che conduce al XXX Premio Compasso d’Oro ADI 2028, proseguendo una storia iniziata nel 1954 con il più antico premio mondiale dedicato al design.
Per TAI è quindi un nuovo passaggio: il progetto, nato dall’incontro tra una designer e un’azienda, viene ora osservato e documentato all’interno di un sistema che da decenni racconta l’evoluzione del design italiano. E per Dalila questa selezione rappresenta la prosecuzione di una ricerca che trova nella produzione industriale il proprio naturale terreno di sperimentazione. Per NIC, infine, è un riconoscimento del valore attribuito al progetto e alla collaborazione con il design come strumento di evoluzione dell’azienda.
TAI entra così nell’ADI Design Index non soltanto come prodotto, ma come espressione di una precisa idea di progetto: quella in cui forma, materia, tecnologia e industria possono costruire insieme un nuovo modo di abitare lo spazio.
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