Riceviamo da Diego Sileoni e pubblichiamo
L’incendio divampato ieri nel terreno situato tra la strada e il parcheggio della Coop di Tarquinia rappresenta l’ennesima conferma di un problema noto, segnalato da tempo e mai affrontato con la necessaria tempestività.
L’area che sembra essere privata è caratterizzata da erba secca alta e vegetazione incolta, era stata più volte indicata dai cittadini come potenziale fonte di pericolo, sia per il rischio incendi sia per la ridotta visibilità in un punto nevralgico della viabilità cittadina. Le fiamme e il denso fumo sollevatisi nel pomeriggio hanno destato forte preoccupazione tra residenti e automobilisti, considerando la vicinanza con una strada molto trafficata e con un’area commerciale frequentata quotidianamente. Un episodio che, pur non avendo provocato conseguenze più gravi, avrebbe potuto trasformarsi in un evento ben più serio.
Il caso riporta al centro dell’attenzione responsabilità precise: la normativa impone infatti la manutenzione e la pulizia dei terreni da parte dei proprietari, soprattutto nel periodo estivo, quando l’erba secca diventa un combustibile ideale per l’innesco e la propagazione degli incendi. L’amministrazione comunale ha il dovere di vigilare su tutto il territorio ed emettere se necessario precise ordinanze nei confronti dei proprietari che non mantengono pulite le proprie aree e verificare il rispetto delle stesse, intervenire con diffide e sanzioni e imporre gli sfalci necessari alla tutela della pubblica incolumità.
Oltre al rischio incendi, da mesi gli automobilisti segnalavano come l’erba alta lungo il confine del terreno ostacolasse la visuale di chi esce dal parcheggio, aumentando il pericolo di incidenti in un tratto già delicato della circolazione cittadina. Anche questo aspetto, ignorato nel tempo, rientra nelle responsabilità di chi deve garantire sicurezza e decoro.
Alla luce dell’incendio odierno, è doveroso pretendere risposte chiare: l’amministrazione comunale ha emesso tempestivamente le dovute diffide o ordinanze nei confronti dei proprietari di questa area? Sono stati effettuati sopralluoghi per verificare se avessero ottemperato? Il Comune ha attivato tutte le procedure previste dalla normativa? Ci sono aree a rischio incendio per le quali sono state emesse ordinanze? Sono domande legittime, che meritano risposte trasparenti nell’interesse della collettività. Perché la sicurezza non può essere affidata al caso o alla fortuna.
Ora, oltre allo spegnimento delle fiamme, è indispensabile che vengano adottati tutti i provvedimenti necessari affinché l’area venga finalmente bonificata da chi avrebbe dovuto manutenerla e monitorarla costantemente. La città ha diritto a spazi sicuri, decorosi e conformi alle norme.L’incendio di oggi non è un imprevisto: è il risultato di una mancata prevenzione. Ed è proprio sulla prevenzione che Tarquinia deve tornare a investire con serietà, continuità e responsabilità.Un sentito ringraziamento va inoltre al Corpo dei Vigili del Fuoco, intervenuto con tempestività e professionalità per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Come sottolineato da Diego Sileoni, la loro prontezza operativa ha evitato che l’incendio potesse estendersi ulteriormente, scongiurando rischi maggiori per residenti, automobilisti e attività commerciali. Ancora una volta i Vigili del Fuoco si confermano un presidio indispensabile per la tutela della città.
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