Montalto di Castro, Cristina Volpe Rinonapoli rinuncia alla giuria del Thesan: «Serve più confronto sugli impianti energetici»

Riceviamo da Cristina Volpe Rinonapoli, portavoce del “No Wild FER Montalto e Pescia”, e pubblichiamo

Il 6 e 7 novembre il Teatro Lea Padovani ospiterà il Thesan International Short Film Festival, una manifestazione internazionale dedicata al cortometraggio che considero una preziosa opportunità culturale per Montalto.

Avevo accettato con entusiasmo l’invito a far parte della giuria della sezione Ambiente. Oggi, con sincero dispiacere, ho deciso di rinunciare.

Non è una scelta contro il festival o contro i suoi organizzatori, ai quali riconosco capacità, passione e un lavoro di grande valore. È una decisione che nasce da una contraddizione che, personalmente, non riesco a ignorare.

Leggendo il programma, vediamo come queste due giornate siano diventate anche un’occasione attraverso la quale l’amministrazione comunale coinvolge e valorizza numerose realtà del territorio. C’è giustamente spazio per il Parco di Vulci, per le scuole, i centri anziani, le associazioni e diversi gruppi locali. Si prevedono riconoscimenti, ringraziamenti e persino il coinvolgimento di alcune realtà nelle giurie dei cortometraggi. Tutto giusto. È importante che un evento internazionale diventi patrimonio della comunità. Ma proprio scorrendo questo programma emerge una contraddizione. Del gruppo No Wild FER Montalto e Pescia non c’è traccia.

Eppure io vengo personalmente invitata nella giuria Ambiente. Si riconosce la mia presenza individuale, ma non il lavoro collettivo del gruppo del quale mi sono fatta portavoce. E questa, purtroppo, è una sensazione che ci accompagna da quando il gruppo è nato: sembra quasi che nominarlo, riconoscerne l’esistenza e dare visibilità al lavoro svolto sia qualcosa da evitare.

Non chiediamo premi, targhe o ringraziamenti. Ma riconoscere l’impegno civico di un gruppo non significa necessariamente condividerne tutte le posizioni. E proprio tra il Thesan e il nostro gruppo esiste un legame concreto. Lo scorso anno, quando il festival si svolgeva ancora a Tuscania, il documentario indipendente Green Bordello ricevette una menzione speciale. Siamo stati noi a portarlo per primi a Montalto, organizzando una proiezione pubblica che ha riempito la sala di cittadini desiderosi di capire cosa stesse accadendo al nostro territorio. Da quell’esperienza è nata anche l’idea dei Cammini delle Dogane, un progetto per attraversare, conoscere, raccontare e valorizzare il paesaggio, che continuiamo a cercare di realizzare tra molte difficoltà.

In questi anni abbiamo studiato documenti, avanzato proposte, organizzato un’assemblea pubblica, promosso iniziative culturali e cercato continuamente un confronto con le istituzioni. Non ci siamo limitati a protestare. Abbiamo cercato di costruire partecipazione. Per questo mi ero immaginata che la sezione Ambiente del festival potesse rappresentare qualcosa di più di una giuria o di una premiazione. Un’occasione per aprire un dibattito su un tema che riguarda direttamente Montalto e l’intera Tuscia, dove la concentrazione dei grandi impianti energetici sta ponendo interrogativi enormi sul futuro dell’agricoltura, del paesaggio e delle comunità locali. Non un riconoscimento formale, un confronto vero. Ed è proprio quel confronto che, a mio giudizio, è mancato in questi quattro anni e mezzo.

Voglio essere chiara: non attribuisco all’attuale amministrazione la responsabilità della proliferazione degli impianti FER, né metto in discussione la correttezza del suo operato nelle Conferenze dei servizi. Può avere espresso pareri negativi e svolto in maniera irreprensibile tutte le attività di propria competenza. La mia critica riguarda il metodo, non le autorizzazioni. Quando organizzammo la prima assemblea del nostro gruppo invitammo la sindaca Emanuela Socciarelli, che partecipò e mise a disposizione le sale comunali. Una disponibilità che ho apprezzato e che continuo a riconoscere. Successivamente, però, venne convocato un tavolo riservato ai segretari dei partiti politici. Il nostro gruppo, che aveva già organizzato un incontro pubblico e lavorato su quegli stessi temi, non fu coinvolto. Neanche come uditori. Un episodio che racconta quanto sia ancora difficile riconoscere come interlocutori anche i cittadini che si organizzano autonomamente.

E intanto sono trascorsi quattro anni e mezzo senza quel percorso pubblico, periodico e trasparente di informazione che avremmo voluto vedere. Perchè dobbiamo essere noi a cercare le informazioni? Perché dobbiamo ricostruire attraverso i social, i comitati e centinaia di pagine di documenti quali impianti siano stati autorizzati, quali siano ancora in valutazione e quali potrebbero arrivare? Il sito istituzionale del Comune dovrebbe offrire un quadro aggiornato e comprensibile dei progetti energetici che interessano Montalto e Pescia Romana. E l’amministrazione dovrebbe convocare periodicamente assemblee pubbliche, mettere le carte sul tavolo, spiegare gli effetti cumulativi degli impianti, ascoltare le preoccupazioni e rispondere alle domande. Non chiediamo al Comune di sostituirsi agli enti autorizzativi. Chiediamo che informi e coinvolga la comunità.

Mi è stato detto che si intende organizzare un convegno. Benissimo, ogni occasione di approfondimento è utile. Ma un convegno non è un’assemblea pubblica. In un convegno si ascolta. In un’assemblea si deve poter anche parlare, chiedere, contestare e ottenere risposte. E dopo quattro anni e mezzo, questo confronto avrebbe dovuto già essere una pratica consolidata.

Montalto sopravvive alle giunte. Ci avviciniamo a una nuova stagione elettorale. Questa stessa amministrazione potrà essere riconfermata oppure ne arriverà un’altra. Non è questo il problema. Il punto è che Montalto resta, mentre le amministrazioni si succedono. E le trasformazioni che oggi riguardano il nostro territorio produrranno conseguenze per decenni, forse ben oltre le nostre stesse vite.

Non possiamo affrontare questioni di questa portata secondo i tempi della politica. È anche per questo che non me la sento di aderire, come giurata della sezione Ambiente, a una manifestazione nella cui dimensione istituzionale non ritrovo lo spazio di confronto che avevo immaginato. Non è il mio nome che manca nel programma, è il percorso di un gruppo di cittadini. Non intendo trasformare il festival in un bersaglio politico. Sarebbe ingiusto verso gli organizzatori. Ma non posso chiedere da anni partecipazione e ascolto, per poi mettere da parte questi principi quando mi viene offerto un posto in giuria (sui temi ambientali per di più). Grazie al Thesam. Andate a vedere i cortometraggi. Desidero ringraziare sinceramente chi organizza questa manifestazione. Ho visionato alcuni dei cortometraggi affidati alla mia supervisione e posso assicurare che meritano davvero di essere visti.

Invito tutti a partecipare alle proiezioni del 6 e 7 novembre al Teatro Lea Padovani. Io stessa potrei esserci, non come componente della giuria Ambiente, ma semplicemente come cittadina, seduta in platea. Auguro al Thesan lunga vita. Rinunciare a un incarico non significa smettere di credere nel valore del cinema indipendente e della cultura.

E ora un’ultima domanda. A tutti. Ai cittadini, alle associazioni, alla giunta comunale, alla Provincia, alla Regione e al Governo. Montalto ha già visto trasformarsi enormi superfici agricole e ha ospitato impianti fotovoltaici che, al momento della realizzazione, rappresentavano primati europei. Abbiamo visto moltiplicarsi i progetti e le richieste di autorizzazione. E adesso? Dopo i pannelli sulla terra, i grandi impianti energetici arriveranno anche al mare? Quali progetti interessano la fascia costiera? Quali sono ipotesi, quali in valutazione e quali potrebbero essere autorizzati? Vogliamo saperlo adesso. Non quando le decisioni saranno già state prese.

Il mare non è soltanto una risorsa turistica. È la nostra storia, il lavoro di tante famiglie, la memoria di generazioni e una parte essenziale della nostra identità. Non siamo contrari alla transizione energetica. Ma chiediamo che non si continui a concentrare su alcuni territori un peso sproporzionato, senza un confronto reale con chi li abita. E allora lo chiedo davvero a tutti, con la preoccupazione di chi teme trasformazioni irreversibili. Lasciateci almeno il mare. Non infierite ulteriormente su un territorio che ha già dato tanto. Non chiedeteci di accettare in silenzio ogni nuova trasformazione. Perché le giunte passano, le campagne elettorali finiscono. Ma un paesaggio perduto non si restituisce con le elezioni.

📲 Resta aggiornato con lextra.news

Segui il nostro canale WhatsApp
Le notizie di Tarquinia e Montalto di Castro, direttamente sul tuo telefono.

Iscriviti a extraletter
Ogni venerdì, il riepilogo delle notizie più importanti della settimana.

Consulta ExtraAgenda
Eventi, spettacoli e appuntamenti a Tarquinia e dintorni, sempre a portata di clic.