

Riceviamo da Federica Guiducci, Consigliere Comunale della Città di Tarquinia, e pubblichiamo
Ho letto con grande dispiacere le parole con cui la professoressa Roberta Angeletti ha annunciato la decisione di concludere, dopo venti edizioni, l’esperienza di Pagine a Colori.
Una scelta che comprendo e rispetto, forse ancora di più perché, avendo avuto modo di confrontarmi direttamente con lei proprio in occasione del Festival, ho potuto conoscere almeno in parte quanto lavoro, quanta passione e quanti sacrifici – personali ed organizzativi – siano stati necessari per portare avanti, anno dopo anno, un progetto di questa portata e quanti problemi di varia natura possono gravare intorno alla progettazione ed alla realizzazione di un evento che è diventato nel tempo molto più di una manifestazione culturale.
Pagine a Colori ha accompagnato generazioni di bambini e ragazzi, ha coinvolto scuole, insegnanti e famiglie, ha portato nella nostra città autori, illustratori e professionisti tra i migliori protagonisti del panorama nazionale ed internazionale della letteratura per l’infanzia e, soprattutto, ha contribuito a costruire un rapporto con i libri, con la lettura e con la bellezza che rappresenta uno degli investimenti più preziosi che una comunità possa fare sulle nuove generazioni.
Venti anni non si cancellano con la conclusione di un Festival. Restano le competenze, le relazioni, le esperienze e soprattutto resta un patrimonio culturale che appartiene ormai alla città.
Proprio per questo, però, la notizia della conclusione di Pagine a Colori deve rappresentare anche un momento di riflessione.
Quando un’esperienza culturale capace di resistere e crescere per vent’anni decide di fermarsi, non ci si può limitare a prenderne atto. Si ha il dovere di interrogarsi, di comprendere le ragioni di quella scelta e, soprattutto, di chiedersi cosa si possa fare affinché un patrimonio costruito con tanta fatica non venga disperso.
Nelle parole con cui Roberta saluta questa esperienza c’è un gesto di grande responsabilità: l’eredità di Pagine a Colori viene affidata a Tarquinia e, in particolare, alla Biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli”, che fin dall’inizio ha rappresentato la casa naturale di questo progetto.
È un’eredità che Tarquinia ha il dovere di custodire e valorizzare.
Accanto al dispiacere, sento quindi soprattutto il bisogno di dire grazie alla professoressa Angeletti e a tutti coloro che, in questi vent’anni, hanno contribuito a costruire e far crescere questo bellissimo progetto.
Grazie per il cuore, la capacità, l’energia e la tenacia. Grazie per aver lasciato alla nostra città qualcosa che non si misura soltanto nel numero delle edizioni realizzate, ma nelle migliaia di bambini e ragazzi che hanno incontrato un libro, una storia, un’immagine e, attraverso di essi, hanno imparato a guardare il mondo con occhi diversi.
Mi auguro che questa conclusione rappresenti soltanto la fine di un capitolo perché Tarquinia ha bisogno di persone capaci di immaginare e costruire progetti come questo, della loro esperienza, delle loro idee e della loro passione.
E mi auguro che presto, magari in una veste diversa e attraverso nuovi progetti, si possa dare seguito alla grande esperienza di Pagine a Colori, trovando ancora una volta una Città capace di riconoscere, sostenere e accompagnare il valore di chi investe nella cultura e nelle nuove generazioni.
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