La pala cinquecentesca torna nella basilica di San Francesco alla Rocca di Viterbo dopo il restauro

Dopo il restauro e un periodo di esposizione al Museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz, la pala cinquecentesca «Sant’Antonio da Padova, la Vergine Maria e Cristo Giudice proteggono la città di Viterbo» è stata ricollocata nella basilica di San Francesco alla Rocca, tornando così nel suo contesto storico e devozionale. L’intervento rientra nel progetto di studio, restauro e valorizzazione promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio per il complesso monumentale viterbese.

La tavola è stata sistemata nell’area absidale della chiesa, dove torna a dialogare con l’unico lacerto di affresco conservato nella basilica, anch’esso recentemente restaurato dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio. Una scelta che, oltre a valorizzare il percorso di visita, risponde anche alle esigenze conservative dell’opera.

Un restauro durato sei mesi per recuperare la qualità dell’opera

Datata 1544, la pala è realizzata su tavola lignea con tecnica a tempera grassa e olio ed è considerata una delle più importanti testimonianze pittoriche della storia religiosa e civile di Viterbo. La scena è dominata dalla figura di Cristo Giudice, affiancato dagli angeli, mentre sant’Antonio da Padova e la Vergine Maria proteggono la città, raffigurata con un’accurata resa topografica.

L’intervento conservativo, durato circa sei mesi, ha interessato sia il supporto ligneo, compromesso da deformazioni e attacchi xilofagi, sia la superficie pittorica, che presentava sollevamenti, lacune, crettature e alterazioni dovute a precedenti restauri. Le operazioni di consolidamento, pulitura e reintegrazione hanno restituito leggibilità all’immagine e valorizzato la qualità cromatica dell’opera. Sul retro è stato inoltre installato un sistema di protezione climatica per migliorarne la conservazione nel tempo.

La ricollocazione nel giorno della canonizzazione di san Francesco

Alle operazioni di ricollocazione hanno preso parte la direttrice regionale Musei nazionali Lazio Elisabetta Scungio, la direttrice del Museo nazionale etrusco della Rocca Albornoz Sara De Angelis, la curatrice della basilica Arianna Petricone e i monaci francescani di San Francesco alla Rocca.

«Il ritorno della pala nella basilica di San Francesco alla Rocca rappresenta un momento importante nel percorso di tutela e valorizzazione che stiamo portando avanti su questo straordinario complesso monumentale», ha dichiarato Elisabetta Scungio, sottolineando come l’opera possa oggi ritrovare il proprio valore storico, artistico e spirituale nel contesto originario.

La ricollocazione è avvenuta il 16 luglio, anniversario della canonizzazione di san Francesco, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1228. Una data dal forte valore simbolico, che si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, ricorrente nel 2026, e conferma l’impegno della Direzione regionale Musei nazionali Lazio nella tutela e nella valorizzazione della basilica di San Francesco alla Rocca, uno dei luoghi più significativi della memoria religiosa e artistica di Viterbo.

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