
Chi erano le venti persone sepolte migliaia di anni fa nel cuore della città etrusca? Perché i loro corpi furono deposti all’interno di un’area sacra, secondo modalità differenti da quelle normalmente riservate ai defunti? E cosa raccontano queste sepolture sulla vita dell’antica Tarchna?
Sono gli interrogativi al centro della conferenza “Venti cold cases di migliaia di anni fa. Identità, violenza e inumazioni atipiche dell’area sacra del complesso monumentale della Civita di Tarquinia”, in programma sabato 17 ottobre 2026, alle 17.30, nella Sala conferenze dell’Università Agraria di Tarquinia, al secondo piano di Palazzo Vipereschi, in via Garibaldi 17.
A presentare i risultati delle ricerche sarà Matilde Marzullo, responsabile del cantiere di scavo al complesso monumentale e professore aggiunto di Etruscologia all’Università degli Studi di Milano.
Venti sepolture anomale e una ricerca pubblicata su Nature Scientific Reports
Nel corso di oltre quarant’anni di scavi sulla Civita, l’Università degli Studi di Milano ha individuato venti individui sepolti all’interno dell’area sacra del complesso monumentale, uno dei luoghi più importanti per comprendere le origini della città etrusca.
L’incontro sarà dedicato in particolare ai risultati delle analisi condotte su sei dei venti individui, nell’ambito di Science@Tarquinia, progetto internazionale sviluppato in collaborazione con la University of Cambridge e Simon Stoddart, all’interno del Centro di Ricerca Coordinata “Progetto Tarquinia”, diretto da Giovanna Bagnasco Gianni.
Attraverso l’integrazione delle indagini archeologiche con analisi osteologiche, isotopiche, radiocarboniche e genetiche, gli studiosi hanno cercato di ricostruire l’identità, la provenienza e alcuni aspetti della vita di queste persone, interrogandosi anche sulle circostanze della loro morte e sulle ragioni della particolare collocazione delle sepolture.
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Reports del gruppo Nature, costituiscono il punto di partenza della conferenza.
Il complesso monumentale, luogo sacro fin dalle origini di Tarquinia
Le ricerche dell’Università degli Studi di Milano nell’area del complesso monumentale sono iniziate nel 1982 e hanno documentato una frequentazione del sito già dal X secolo a.C.
Attorno a una cavità naturale si sviluppò uno dei primi nuclei di aggregazione della comunità tarquiniese. Nel corso dei secoli l’area venne progressivamente trasformata, assumendo una forte connotazione sacra e mantenendo un ruolo centrale nella vita della città.
Le attività rituali e le deposizioni rinvenute testimoniano la funzione del luogo come spazio di incontro e memoria collettiva. Proprio in questo contesto sono emerse le venti sepolture atipiche, che continuano a offrire nuovi interrogativi agli archeologi.
La collaborazione con l’Università Agraria e l’incontro del 17 ottobre
La conferenza è organizzata dall’Università Agraria di Tarquinia, che negli anni ha collaborato con il Progetto Tarquinia, favorendo le attività di ricerca e valorizzazione del Pianoro della Civita, i cui terreni rientrano nel demanio civico amministrato dall’ente.
Una collaborazione alla quale hanno dato continuità il presidente Alberto Riglietti e l’assessore delegato alle aree archeologiche Claudia Rossi, sostenendo il rapporto con l’Università degli Studi di Milano.
Relatrice dell’incontro sarà Matilde Marzullo, che partecipa al Progetto Tarquinia dal 2009 ed è membro corrispondente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Le sue ricerche riguardano, tra gli altri ambiti, la storia della città antica, la pittura funeraria e la cartografia archeologica della Civita e del territorio tarquiniese.
L’ingresso alla conferenza è libero. L’appuntamento è per sabato 17 ottobre alle 17.30, nella Sala conferenze di Palazzo Vipereschi, in via Garibaldi 17. Per informazioni è possibile contattare l’Università Agraria al numero 0766 856016 oppure scrivere a ufficiourp@agrariatarquinia.it.
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