

Dopo l’ottima risposta di pubblico registrata per il concerto inaugurale, il festival “Iubilemus Deo” è proseguito sabato 14 febbraio con un nuovo appuntamento nel Duomo di Tarquinia, che ha visto protagonista il giovane organista Giulio Lucciola. Numerosa la partecipazione dei presenti, che hanno seguito con attenzione un’esecuzione intensa e curata, coincisa con il primo concerto dell’artista in qualità di professionista.
Formatosi inizialmente in Italia e successivamente in Svizzera, dove ha conseguito due master in Concertismo e Musica da Chiesa, Lucciola ha confermato una maturità interpretativa già evidente nel suo percorso di studi. In apertura di serata ha espresso gratitudine per l’opportunità di esibirsi sull’organo Morettini del Duomo, sottolineando l’importanza di avvicinare le nuove generazioni alla musica organistica attraverso linguaggi contemporanei e una comunicazione più diretta del repertorio.
Un ritorno simbolico per un talento cresciuto anche a Tarquinia


Il concerto ha assunto un valore particolare anche per il legame tra l’organista e la città. Come ricordato dal presidente dell’Accademia Tarquinia Musica ETS, Giovanni Lorenzo Cardia, proprio a Tarquinia Lucciola aveva mosso i primi passi partecipando al Concorso musicale internazionale “Città di Tarquinia” dell’Istituto comprensivo Ettore Sacconi ed esibendosi per la prima volta durante i Corsi Estivi di Organo tenuti dal maestro Luca Purchiaroni.
Oggi organista titolare presso la Reformierte Kirche di Rafz, nel Canton Zurigo, Lucciola è tornato nel Duomo tarquiniese mostrando una solida crescita artistica e una sensibilità musicale che hanno trovato piena espressione in questo atteso rientro.
Il repertorio ottocentesco e l’omaggio alle potenzialità dell’organo Morettini


Il programma proposto ha accompagnato il pubblico nella rinascita della musica organistica dopo la Rivoluzione francese, con pagine di Louis-James-Alfred Lefébure-Wély, Alexandre-Pierre-François Boëly, Gervais-François Couperin e François Benoist. Tra offertori, pastorali ed elevazioni, il concerto ha messo in evidenza le ampie possibilità timbriche dell’organo Morettini, valorizzandone registri e colori sonori.
L’esecuzione, accolta da lunghi applausi, ha restituito un ascolto equilibrato e coinvolgente, confermando la capacità dell’interprete di coniugare tecnica e profondità espressiva. Un appuntamento che ha pienamente rispecchiato lo spirito del festival, orientato al sostegno dei giovani talenti.
“Iubilemus Deo” è promosso dalla Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia in collaborazione con l’Accademia Tarquinia Musica ETS, con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, del Comune di Tarquinia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, del Lions Club di Tarquinia e di Unicoop Etruria.
