Riceviamo dalla Guardia di Finanza e pubblichiamo
Oltre 100 finanzieri, coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Viterbo, si sono mossi fin dalle prime luci dell’alba per eseguire un’ordinanza di custodia cautelare, a firma del GIP del Tribunale di Civitavecchia, dott. Matteo Ferrante, che ha disposto l’applicazione di n. 9 misure cautelari personali nei confronti di un gruppo criminale dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti posto in essere tra Tarquinia (VT) e Santa Marinella (Roma).
All’esito delle indagini dirette dalla Procura di Civitavecchia, i finanzieri appartenenti ai vari Reparti dipendenti del Comando Provinciale di Viterbo, simultaneamente a quelli del Gruppo di Pisa, di Grosseto e delle Compagnie di Magenta e San Miniato, hanno proceduto all’esecuzione di varie misure cautelari in carcere nei confronti di 8 indagati mentre per un soggetto è stato disposto il divieto di dimora nella Regione Lazio. I soggetti destinatari dei provvedimenti sono di nazionalità, marocchina, tunisina, algerina e italiana tra cui alcuni pregiudicati nello specifico settore.
Nel corso delle n. 30 perquisizioni personali operate tra la provincia di Viterbo, Pisa, Milano e Grosseto, sono stati rinvenuti oltre 1 etto di cocaina, oltre 2 etti di sostanza da taglio, 10 gr di hashish, 45 gr di marijuana e 3 bilancini che si aggiungono ad 1 etto di cocaina, ai 200 gr di hashish e alla somma di denaro contanti di circa 50.000,00 euro, già sequestrate nel corso delle indagini. Inoltre, è stato tratto in arresto un ulteriore indagato di origine italiana, residente nel Comune di Santa Marinella, per violazione dell’art. 73 D.P.R. 309/90, per il quale il PM di turno ha disposto la misura degli arresti domiciliari.
La citata ordinanza rappresenta l’epilogo delle indagini avviate nel novembre del 2024, a seguito di attività info-investigativa condotta dai finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Tarquinia, che hanno permesso, attraverso l’esecuzione di appostamenti, pedinamenti e indagini tecniche di individuare, in particolare, un sodalizio criminale composto da cittadini magrebini, dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina all’interno dell’area boschiva in località “Roccaccia” a Tarquinia, con canale di approvvigionamento individuato nella provincia di Pisa. Le indagini hanno consentito di accertare anche le posizioni di fiancheggiatori italiani nonché assuntori che hanno fornito supporto logistico procurando alloggi, cibo e mezzi di trasporto al gruppo criminale di spacciatori.
Il citato gruppo operava come un vero call center con base in Toscana dal quale venivano forniti, anche tramite le principali app di messaggistica (whatsapp, telegram), i prezzi e le coordinate dei pusher all’interno dell’area boschiva al fine di rendere più agevole il ritiro della sostanza stupefacente desiderata.
Come già evidenziato, l’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, già attivamente coinvolta nella lotta al traffico di stupefacenti, ha permesso di creare un impianto probatorio solido a carico dei soggetti indagati ottenuto anche grazie al monitoraggio di numerosi obiettivi, tra utenze telefoniche ed autovetture in uso agli indagati, anche con conseguente captazione ed analisi di oltre 3.000 conversazioni telefoniche ed ambientali, con l’analisi di oltre 1.600 ore di video riprese che ha consentito di documentare oltre 750 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, ricostruire forniture di sostanze stupefacenti, pari a circa 2 Kg di cocaina e circa 2 Kg. di hashish, trasportate in Tarquinia dalle provincie di Pisa e Grosseto.
Nel corso delle indagini, inoltre, sono stati eseguiti oltre 30 riscontri investigativi, con conseguenti deferimenti all’Autorità Giudiziaria di 5 persone e la segnalazione di 25 soggetti alle rispettive Prefetture, nonché un arresto in flagranza di un soggetto successivamente condannato, per violazione dell’art. 73 D.P.R. 309/90.
L’operazione odierna conferma l’elevata soglia di attenzione, da parte delle “Fiamme Gialle” di Viterbo nella zona del litorale, nella lotta ai traffici illeciti e, in particolare, dello spaccio di sostanze stupefacenti nonché al contrasto dell’illecito arricchimento da parte delle organizzazioni criminali.
Essendo risultanze accusatorie le stesse dovranno essere sottoposte al vaglio del giudizio di merito da parte dell’Autorità Giudiziaria competente nei successivi gradi di giudizio.
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