La processione del Cristo Risorto a Tarquinia è uno dei momenti più attesi e caratteristici della Pasqua cittadina. Ogni anno, la Domenica di Pasqua, il centro storico si riempie di persone per assistere a un rito che unisce fede, tradizione e partecipazione collettiva, reso unico dalla celebre “corsa” che accompagna il passaggio della statua.
Qui l’approfondimento sulla Pasqua a Tarquinia
La tradizionale “corsa” del Cristo Risorto
Elemento distintivo della processione è la cosiddetta “corsa”, il momento più intenso e riconoscibile dell’intera celebrazione. La statua del Cristo Risorto viene trasportata a ritmo sostenuto lungo le vie del centro storico, accompagnata dall’entusiasmo del pubblico e da un’atmosfera di grande partecipazione.
Questo passaggio rappresenta simbolicamente l’annuncio della resurrezione e conferisce alla processione un carattere unico, rendendola una delle tradizioni più suggestive del territorio.
Origini e significato della tradizione
La processione affonda le sue radici nella tradizione religiosa locale e nel corso degli anni ha mantenuto intatto il suo valore simbolico. Il rito della Domenica di Pasqua celebra la resurrezione di Cristo, segnando il passaggio dalla riflessione del Venerdì Santo alla gioia della Pasqua.
La continuità della celebrazione nel tempo testimonia il forte legame tra la comunità e le proprie tradizioni, custodite e tramandate di generazione in generazione.
Il percorso nel centro storico di Tarquinia

Il percorso della processione di Pasqua nel centro storico di Tarquinia attraversa alcune delle vie più rappresentative della città.
si sviluppa lungo le vie del centro storico, attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città. Vicoli, piazze e scorci medievali fanno da cornice a un evento che coinvolge l’intero tessuto urbano.
La partenza è naturalmente dalla chiesa di San Giuseppe, che nel corso dell’anno custodisce la statua, per raggiungere – tramite via di San Giuseppe – via dello Statuto, dove si avviano anche i tronchi lungo uno dei tratti più spettacolari e amati dai tarquiniesi. Raggiunta via Garibaldi, il corteo supera l’arco delle mura cittadine per raggiungere, tramite via Bruschi Falgari e viale Igea, l’ospedale cittadino, dove il Cristo Risorto benedice i malati e il corteo vive la sua prima sosta: in questo tratto, è accompagnato da un solo tronco.
Dopo aver percorso lo stesso tratto in senso opposto, il corteo scende da via XX Settembre, dove lo attendono le croci che lo scorteranno lungo via Umberto I sino in piazza Cavour, per la seconda sosta proprio ai piedi di Palazzo Vitelleschi, sede del museo nazionale etrusco. Quindi la corsa lungo Corso Vittorio Emanuele, per raggiungere a piazza con il corteo accompagnato dal suono del Campanone dell’Orologio del palazzo comunale.
Dopo la terza e ultima sosta, in piazza Trento e Trieste, davanti alla chiesa di San Leonardo, la statua riparte per l’ultimo tratto: prima la benedizione ai piedi del palazzo comunale, quindi il ritorno in chiesa tramite via di Porta Tarquinia, via dello Statuto e via di San Giuseppe.
L’ambientazione contribuisce a rendere l’esperienza ancora più suggestiva, offrendo ai presenti una visione autentica della tradizione tarquiniese.
Orario e svolgimento della processione

La processione del Cristo Risorto si svolge la Domenica di Pasqua, con un programma che accompagna i partecipanti lungo il corso della giornata.
La Domenica di Pasqua inizia con la Santa Messa, celebrata alle 10 nella Chiesa di San Giuseppe dove, poche ore prima, è stata svelata la statua del Cristo Risorto. Nel pomeriggio, dalle 16 e 30 i protagonisti della Processione – portatori, sparatori e banda – si ritrovano al Chiostro San Marco, in via Umberto I, dove dalle 17 si avvia il corteo che li porterà in piazza Trento e Trieste, per la benedizione dei portatori di fronte alla chiesa di San Leonardo. Quindi tutti nelle proprie postazioni, con i portatori che raggiungono la chiesa di San Giuseppe e preparano la statua per la partenza, in programma alle 18.
Per conoscere orari precisi ed eventuali aggiornamenti è consigliabile consultare le comunicazioni ufficiali nei giorni precedenti.
Dove vedere la processione del Cristo Risorto

Per assistere alla processione è consigliabile posizionarsi lungo il percorso, scegliendo con anticipo i punti di maggiore visibilità. Parte della tradizione dei tarquiniesi è quella di avere, anno dopo anno, dei punti di vista preferiti, e di spostarsi con entusiasmo dall’uno all’altro dopo il passaggio del corteo.
Momenti molto suggestivi sono, naturalmente, quelli della partenza e del rientro in chiesa, ma il tratto di vicoli che circonda San Giuseppe è sin dal pomeriggio molto affollato. Molto spettacolare è il tratto di discesa da via dello Statuto sino a via Garibaldi, mentre spazi più ampi – a discapito della cornice meno pittoresca, si hanno nel tratto tra le mura cittadine e l’ospedale, fuori dal centro storico. Molto iconici i tratti a piaza Cavour, la salita lungo il Corso e, ancor di più, il tratto in piazza Matteotti.
La statua del Cristo Risorto e i portatori

Uno degli elementi più caratteristici della processione del Cristo Risorto è rappresentato dalla modalità di svolgimento, che avviene a passo sostenuto e in alcuni tratti di corsa, tanto da essere comunemente definita la processione del “Cristo che corre”.
Protagonisti fondamentali di questo rito sono i portatori, chiamati a un compito che richiede forza, coordinazione e grande precisione. Si tratta di un ruolo delicato, spesso tramandato nel tempo all’interno delle famiglie, al punto che nel corso degli anni si sono formate vere e proprie tradizioni familiari legate alla partecipazione alla processione.
La responsabilità dell’andamento della statua è affidata al capo macchina, figura centrale che coordina i sedici portatori, ne assegna le posizioni e ne guida il passo, assicurando che il movimento sia armonico e in sintonia con la musica. L’obiettivo è quello di mantenere la corsa del Cristo all’altezza della tradizione, rispettandone tempi e modalità.
Il compito è reso ancora più impegnativo dal peso della struttura, che si aggira intorno ai 520 chilogrammi. Proprio per questo, la distribuzione dei portatori avviene tenendo conto delle caratteristiche fisiche e dell’esperienza di ciascuno, in un equilibrio che unisce tecnica, esperienza e spirito di squadra.
I tronchi nella processione del Cristo Risorto

Accanto alla statua del Cristo Risorto, un ruolo altrettanto importante è svolto dai portatori dei cosiddetti “Tronchi”, le grandi croci che precedono la processione. Si tratta di strutture imponenti, con un peso compreso tra i 75 e i 95 chilogrammi e un’altezza che, considerando anche il punto di appoggio da terra, può arrivare fino a circa cinque metri.
Il loro trasporto richiede forza, equilibrio e notevole abilità, soprattutto per evitare sbilanciamenti lungo il percorso. La difficoltà è accentuata dalla presenza del pubblico, che nei tratti più affollati può rendere ancora più complesso il passaggio. Anche in questo caso, si tratta di un compito sentito come una responsabilità importante, spesso tramandata all’interno delle famiglie.
Le croci sono ulteriormente appesantite dalla presenza di ghirlande di alloro e fiori, che ne impreziosiscono l’aspetto e ne rafforzano il valore simbolico. L’effetto visivo è particolarmente suggestivo: una sequenza di croci decorate che si muove lungo il percorso, quasi a formare una sorta di “foresta” fiorita che precede la statua del Risorto.
Nel tempo, il numero dei Tronchi è aumentato. In origine era presente una sola croce, oggi nota come Croce Maggiore; successivamente se ne aggiunsero altre, legate alle confraternite cittadine, fino ad arrivare alle nove attualmente presenti, espressione anche delle diverse parrocchie di Tarquinia.
Ogni croce è affidata a tre portatori che si alternano lungo il percorso, sotto il coordinamento del presidente dei Tronchi e di collaboratori esperti che ne seguono l’andamento e i cambi.
Oltre all’aspetto fisico, i Tronchi racchiudono un forte significato simbolico: rappresentano il peso delle prove della vita che l’uomo è chiamato ad affrontare, accompagnato però dalla speranza della resurrezione. Le ghirlande che incoronano le croci richiamano infatti la vittoria della vita sulla morte, offrendo un messaggio di continuità e rinnovamento che è al centro della celebrazione pasquale.
Gli sparatori

Tra le componenti più caratteristiche della processione del Cristo Risorto c’è la squadra degli “Sparatori”, incaricata di scandire il percorso con spari a salve lungo le vie del centro storico. La loro presenza accompagna e precede la processione, contribuendo a creare un’atmosfera coinvolgente e riconoscibile, capace di sorprendere anche chi assiste per la prima volta.
Si tratta di una tradizione antica, documentata già nel 1622, legata all’usanza di celebrare con spari il ritorno delle campane dopo il silenzio dei giorni precedenti alla Pasqua. Un gesto che, nel tempo, è stato interpretato dalla comunità come espressione di gioia, ma anche come richiamo simbolico ai fenomeni naturali – tuoni e lampi – associati ai momenti della Morte e della Resurrezione di Cristo.
Oggi gli Sparatori utilizzano cartucce caricate a coriandoli, mentre in passato si impiegava la polvere nera. Nel corso della processione vengono esplosi centinaia di colpi, contribuendo a dare ritmo all’avanzare del corteo e ad annunciare in modo festoso il passaggio del Cristo Risorto.
Il risultato è un coinvolgimento totale della folla, che accompagna la processione con partecipazione e entusiasmo. Tra suoni, movimento e presenza collettiva, il passaggio del Cristo tra le vie cittadine diventa uno spettacolo intenso, capace di lasciare un’impressione duratura e di trasformare il momento in un’esperienza condivisa.
Lo Stendardo e i lampioni

Ad aprire la processione è lo Stendardo, noto come “Bandiera di San Giuseppe”, realizzato nel 1903 dalle monache Passioniste di Tarquinia e successivamente restaurato nel 1935. Nonostante venga comunemente definito stendardo, si tratta di un elemento di grandi dimensioni, di colore azzurro, che riporta al centro l’immagine di San Giuseppe con il Bambino.
La sua presenza segna l’inizio del corteo e richiama il legame tra la tradizione religiosa e la storia della comunità locale.
Subito dopo, la processione si arricchisce della presenza dei lampioni che precedono la macchina del Cristo Risorto. Si tratta di sei elementi realizzati nel 1892 dall’artista cornetano Gervaso Pasquini, che oltre al valore artistico assumono un preciso significato simbolico.
La luce che emanano rappresenta la vittoria della vita sulla morte e illumina simbolicamente il cammino dei fedeli. Durante il percorso, il capo dei portatori ha il compito di garantire che i lampioni restino sempre in prossimità della statua, mantenendo così una coerenza visiva e simbolica all’interno della processione.
La banda nella processione del Cristo Risorto a Tarquinia

Ad accompagnare la processione del Cristo Risorto è la Banda musicale “Giacomo Setaccioli”, realtà storica che rappresenta uno dei principali punti di riferimento della tradizione musicale tarquiniese. La sua presenza scandisce i momenti del corteo, contribuendo a creare un’atmosfera solenne e partecipata.
Le origini della banda sono molto antiche e documentate già nel periodo del Risorgimento italiano, come attestano fonti conservate nell’Archivio Storico Capitolino. Nel corso dell’Ottocento il complesso musicale di Corneto (l’antica Tarquinia) raggiunse un ruolo di rilievo, arrivando nel 1839 a fondersi con la Banda del Campidoglio e dando vita a uno dei più importanti complessi dello Stato Pontificio.
Nel tempo, l’attività della banda è proseguita con continuità, superando difficoltà grazie al forte legame con la comunità. Tra i momenti più significativi si ricordano quelli degli anni Trenta, sotto la guida del maestro Pompilio Antonelli, e degli anni Sessanta con il maestro Francesco Gioffreda, che trasformò il complesso in una formazione lirico-sinfonica con la partecipazione di artisti legati alla RAI e al Teatro dell’Opera di Roma.
Successivamente, la direzione del maestro Bruno Benedetti ha dato alla banda una connotazione più folcloristica, mantenuta fino agli anni Novanta. Oggi la Banda “Giacomo Setaccioli”, presieduta da Elisa Mazzola e diretta dal maestro Matteo Costa, continua a rappresentare una realtà viva e dinamica.
Nel 2018 l’associazione ha raggiunto i 200 anni di attività, confermandosi tra le più longeve d’Italia. Attualmente conta oltre cinquanta elementi di tutte le età e svolge anche un’importante funzione sociale e culturale attraverso la propria scuola di musica, che ogni anno coinvolge numerosi allievi con corsi gratuiti.
Durante la processione, il suono della banda accompagna ogni fase del rito, contribuendo a rafforzarne il significato e a rendere ancora più intensa l’esperienza collettiva.
Qui per leggere l’elenco di tutti i protagonisti della Processione 2026
Info in sintesi
La processione del Cristo Risorto si svolge la Domenica di Pasqua nel centro storico di Tarquinia ed è il momento più atteso delle celebrazioni pasquali. Un momento in cui la città non si limita ad assistere, ma partecipa in modo collettivo alla celebrazione.
Elemento distintivo è la tradizionale “corsa” della statua, che rende questo rito unico e particolarmente coinvolgente per la comunità e i visitatori. Una tradizione pasquale tarquiniese che continua a rinnovarsi nel tempo.
Domande frequenti sulla processione del Cristo Risorto a Tarquinia
A che ora si svolge la processione del Cristo Risorto?
La processione si tiene la Domenica di Pasqua, nel pomeriggio: nel 2026 l’avvio è in programma dala chiesa di San Giuseppe alle 18. L’orario può variare di anno in anno, quindi è consigliabile verificare il programma aggiornato nei giorni precedenti.
Dove vedere la corsa del Cristo Risorto a Tarquinia?
I momenti più spettacolari si svolgono lungo il percorso nel centro storico, in particolare nelle fasi iniziali – la partenza e via dello Statuto – e finali della processione – corso Vittorio Emanuele, piazza Matteotti e il rientro in chiesa – dove si concentra anche la maggiore affluenza di pubblico.
Quanto dura la processione?
La durata può variare, ma generalmente la processione si sviluppa nell’arco di poco più di un’ora, ma il programma degli eventi inizia nel primo pomeriggio.
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