Riceviamo dal Circolo di Fratelli d’Italia di Tarquinia e pubblichiamo
Sono trascorsi ormai due anni dall’insediamento dell’amministrazione Sposetti e sul fronte della cultura a Tarquinia regna un silenzio assordante. Un silenzio che stride con la retorica trionfante della campagna elettorale del 2024, quando il centrosinistra tarquiniese aveva riempito pagine di programma di visioni ambiziose, piani strategici decennali e progetti culturali capaci – nelle loro “buone intenzioni” – di trasformare Tarquinia in una città d’arte e di artisti.
Dov’è finito tutto questo? Bene ha fatto l’amministrazione a tentare la strada della Capitale Italiana della Cultura, ma puntare tutto su questo, trascurando totalmente il resto, città e cittadini compresi, ha portato di fatto ad uno stallo di due anni, tra l’altro non solo in ambito culturale.
Il programma elettorale di Sposetti dedicava al capitolo Cultura un’attenzione particolare. Si parlava esplicitamente di rilancio del Premio Cardarelli, con tanto di parco letterario dedicato al poeta tarquiniese sotto il patrocinio della Fondazione Parchi Letterari. Un progetto definito concreto, nominato per nome, venduto ai cittadini come priorità. Ad oggi, di quel premio non si sa assolutamente nulla: nessun bando, nessuna commissione istituita, nessuna comunicazione pubblica, nessun cronoprogramma. Il Premio Cardarelli è evaporato esattamente come le “buone intenzioni” di chi lo aveva promesso; Tarquinia però si governa con i fatti e non con le “buone intenzioni” declamate al solo scopo di accaparrare voti.
E non è l’unico impegno del programma elettorale Sposetti rimasto sulla carta. L’Accademia delle Arti e delle Maestranze? Inesistente. Il Museo Comunale Diffuso lungo l’asse culturale da San Pancrazio a San Giacomo? Nessuna traccia. Il piano strategico decennale per la cultura? Non pervenuto. Il rilancio del Teatro Comunale con stagioni di alto livello? La città aspetta ancora, nonostante le “buone intenzioni” del direttore artistico (rinnovato stagionalmente).
A questo punto è legittimo chiedersi cosa abbiano fatto e stiano facendo, concretamente, sia il sindaco Sposetti, che ha detenuto la Cultura per un anno e mezzo, sia l’assessore Roberta Piroli, eletta nelle fila del Movimento 5 Stelle, dallo scorso novembre seduta in giunta con una delega di sicuro peso. Quali atti ad oggi sono stati prodotti? Quali risorse sono state impegnate? Quali interlocuzioni sono state avviate con le varie associazioni culturali locali, con le fondazioni, con artisti e professionisti del settore?
Non si tratta di polemica sterile. Tarquinia è patrimonio UNESCO, è città di antica tradizione ceramica riconosciuta dal Ministero, è depositaria di una storia etrusca e medievale che il mondo ci invidia. Tutto questo patrimonio merita un’amministrazione all’altezza.
Chiediamo formalmente che sindaco e assessore riferiscano lo stato di attuazione del programma culturale. I cittadini di Tarquinia non hanno votato per le “buone intenzioni”: hanno votato per i risultati. Ed è ora che qualcuno li produca, o abbia il coraggio di ammettere che non è in grado di farlo.
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