
Riceviamo da Renato Bacciardi e pubblichiamo
Che ore sono dalle parti della Cultura. Direi le ore antelucane, quelle ancora notturne che precedono l’alba del nuovo giorno. Che, a Tarquinia, dal punto di vista “culturale”, non è ancora arrivato.
La nota diffusa recentemente da Fratelli d’Italia descrive, sommariamente ma realisticamente, la situazione in cui versa l’inazione della attuale amministrazione e lo fa citando varie carenze e promesse elettorali non compiute. A onor del vero, si dovrebbe anche precisare che la stessa formazione politica sosteneva la passata amministrazione e questa, nei confronti dell’attivismo volontario di diverse Associazioni culturali, non ha proprio brillato, anzi.
Tuttavia, il punto non è la vis polemica. Non è l’azione che anima le dispute su temi che vengono evocati di volta in volta poiché, il più delle volte, l’utilità di certe chiacchiere serve solo testimoniare la presenza in vita delle diverse fazioni. Non è nemmeno l’elenco delle cose fatte o da fare perché anche queste, spesso, sono fini a sé stesse e null’altro. Il punto cruciale, invece, è di domanda: alla Città, alla politica, alla popolazione interessa davvero, realmente che Tarquinia abbia una vita culturale di qualità? C’è una visione condivisa nell’insieme della comunità che punti alla cultura come elemento di crescita sociale, d’immagine e di economia?
Sicuro, non è la candidatura a “Citta capitale della cultura” che qualifica il livello (quasi invisibile, fatte salve alcune meritorie iniziative di Associazioni locali) o lo spessore della realtà culturale vigente. Vogliamo stigmatizzare il banale campanilismo esibito con uscite infelici e per niente produttive? Può cambiare la situazione sempre più stagnante e chiusa entro i confini cittadini? Non sarebbe l’ora di accantonare polemiche e faziosità, omissioni e distrazioni, antipatie e contrasti personali per far sì che le qualità umane, le energie latenti e le idee brillanti possano trovare un terreno fertile dove coltivare obiettivi comuni, ampi e proiettati verso il futuro?
La cultura a Tarquinia, non ha bisogno di una casa partitica bensì di un’assemblea pubblica permanente: gli Stati Generali della Cultura a cui tutti sono chiamati a partecipare con le proprie idee messe al servizio di una visione da condividere, tramite dibattiti, idee, confronti ed elaborazione di progetti seri. Sosteniamo questo e sosterremo tutti noi, la Città e il nostro futuro.
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