

L’inverno sta per chiudersi, chi vive il Lido di Tarquinia già vede riprese le opere di sistemazione e preparazione delle strutture balneari e chi ama l’estate si rende conto che la stagione non è poi così lontana.
Anche in questa ottica è arrivata, ieri, la conferenza stampa di Marco e Matteo De Mutiis, rappresentanti della società Imperial Club, una delle società inserite nel raggruppamento temporaneo di imprese che, dallo scorso anno, si è visto assegnare la gestione dello stabilimento balneare comunale di Tarquinia, la scorsa stagione denominato Bonita Beach Club.
“Volevamo tornare nel luogo, il Lido di Tarquinia, dove eravamo cresciuti da bambini, portando lo spirito imprenditoriale di oggi per provare a risollevare uno stabilimento, quello comunale, rimasto sempre un po’ degradato rispetto agli altri”, esordiscono i due, spiegando le ragioni che li avevano spinti a partecipare al bando nel corso della primavera del 2025, mettendo in piedi un progetto ampio e innovativo per il litorale: servizi attivi anche nelle ore serali, spazi sportivi, aree dedicate alle famiglie e ai bambini, iniziative inclusive e un’attenzione particolare all’accessibilità per le persone con disabilità. “In uno stabilimento – ricordano – che per oltre l’80% è frequentato da cittadini tarquiniesi, fattore che lo rende forse il più importante degli stabilimenti del Lido”.
“Ruolo limitato nella gestione”

Il progetto, tuttavia, non si sarebbe sviluppato come previsto. «Sognavamo come dei calciatori che sperano di giocare e fare gol, ma ci siamo ritrovati prima in panchina e poi in tribuna», spiegano, chiarendo come – essendo la loro società la mandante all’interno del raggruppamento temporaneo di imprese costituito per l’occasione – abbiano sin da subito avuto poteri limitati nelle scelte operative, mentre le decisioni principali sarebbero spettate alla società capogruppo, che peraltro ha in capo anche le responsabilità.
L’invito al Comune a effettuare verifiche

In questa situazione di delusione e scollamento, si sono aggiunta, nel corso dell’autunno e dell’inverno, ulteriori perplessità, legate anche alle condizioni delle strutture. Da qui la decisione di intervenire pubblicamente e di chiedere l’attenzione dell’amministrazione comunale, proprietaria dello stabilimento.
«Abbiamo invitato il Comune a effettuare controlli sul bene pubblico – spiegano – perché da semplici cittadini abbiamo visto situazioni che riteniamo opinabili, ma spetta ai tecnici verificare. Da parte nostra resta il beneficio del dubbio, ma quel tipo di controllo tecnico aspettiamo la faccia l’ente preposto».
Secondo i De Mutiis, la preoccupazione riguarda soprattutto l’avvicinarsi della stagione estiva. «Siamo preoccupati per l’imminente riapertura: oggi la situazione appare ancora nel caos».
I due imprenditori riferiscono di aver osservato alcune criticità nella struttura durante un sopralluogo effettuato circa due settimane fa, con vani accessibili, serramenti mancanti, parti della rete fognaria visibili. «Le strutture – la loro deduzione – non sembrano pronte alla riapertura».
Le domande all’amministrazione
Nel loro intervento i fratelli De Mutiis rivolgono quindi due domande all’amministrazione comunale: se siano in corso verifiche sulla gestione dello stabilimento e come si intenda garantire l’apertura in sicurezza della struttura. «Ci chiediamo cosa abbia intenzione di fare il Comune e se siano in corso le valutazioni del caso», concludono, ribadendo l’obiettivo di «ottenere chiarezza nell’interesse della città e di uno degli stabilimenti più frequentati del litorale».
