Riceviamo da Libera, costituendo “Presidio Alto Lazio”, e pubblichiamo
Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, sta conducendo una campagna nazionale a sostegno del riutilizzo dei beni confiscati alle mafie. Col motto “Diamo linfa al bene” ha promosso un appello che si può sottoscrivere sul sito www.libera.it e che mira a destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia alla rivitalizzazione dei beni confiscati (ristrutturazioni, riattivazione di attività economiche e così via). Infatti, pur essendovi in Italia un numero elevatissimo di proprietà sottratte alla criminalità organizzata, è altrettanto vero che molte di esse sono lasciate inutilizzate o addirittura abbandonate al degrado. I motivi sono tanti e molte le inerzie più o meno colpevoli; di sicuro, però, un sostegno per finanziarne le ristrutturazioni e fare investimenti sul loro potenziale economico sarebbe auspicabile.
Il Comune di Tarquinia, ormai molti anni fa, ha ricevuto in gestione dall’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati 3 immobili e un altro si è aggiunto lo scorso anno. Sono, complessivamente, 4 proprietà di pregio che non sono ancora state restituite ad un uso sociale, quello fortemente voluto da Libera e prescritto dalla legge 109 del 1996, che quest’anno compirà trent’anni.
L’amministrazione Giulivi raccolse le opportunità di finanziamento messe a disposizione dalla Regione Lazio di Zingaretti e, per la villa di S. Giorgio e quella di Marina Velka, vennero richiesti e ottenuti finanziamenti che, a quanto ci risulta, solo nel primo caso hanno portato alla ristrutturazione della proprietà col suo affidamento alla cooperativa Juppiter (che però non ha ancora iniziato le attività e non se ne conosce il motivo). Del finanziamento destinato all’immobile di Marina Velka si sono perse le tracce.
Il Coordinamento Civico contro le Mafie e Libera hanno più volte chiesto notizie, chiarimenti e intenzioni all’Amministrazione, finora senza successo. Nei mesi passati, sappiamo che su 3 immobili confiscati (quello di Marina Velka, quello del Lido di Tarquinia e quello di S. Martino nel centro storico) sono stati chiesti finanziamenti per l’edilizia residenziale sociale, il che starebbe a significare la finalizzazione di questi immobili a scopi abitativi. Se sia davvero così, se questi finanziamenti siano stati attribuiti e in che misura, quale progettualità abbia l’Amministrazione sugli stessi, tutto questo non lo sappiamo, ed è un vero peccato che su temi tanto importanti per i valori che mettono in gioco e per i bisogni sociali che potrebbero soddisfare, non venga favorito il dialogo con la cittadinanza.
Ricevi le notizie locali su WhatsApp
Il modo più semplice per sapere cosa succede a Tarquinia e a Montalto
