Archivio, Antonella Bernabei: “Mancato confronto su una scelta importante per il futuro culturale di Tarquinia”

Riceviamo da Antonella Bernabei, promotrice e firmataria della petizione, e pubblichiamo

A distanza di giorni dalla presentazione della petizione sottoscritta da oltre novanta cittadini e cittadine, finalizzata a chiedere l’esercizio del diritto di prelazione sull’immobile di Via dei Granari n. 28, permane un profondo rammarico per la mancata attenzione riservata dall’Amministrazione comunale a una proposta che mirava esclusivamente a tutelare un interesse collettivo e strategico per la città.

L’obiettivo della petizione era chiaro: favorire la ricostituzione unitaria del complesso immobiliare del Palazzetto quattrocentesco dell’Ospedale del Santo Spirito e destinarlo all’ampliamento dell’Archivio Storico Comunale, rafforzando così uno dei principali presìdi culturali della città e valorizzando ulteriormente il patrimonio storico locale.

Ciò che maggiormente sorprende è l’assenza di qualsiasi risposta o interlocuzione da parte dell’Amministrazione prima della scadenza del procedimento, fissata tra il 12 e il 13 giugno 2026. Una risposta, anche non condivisibile nel merito, avrebbe quantomeno rappresentato un segnale di attenzione verso i cittadini che hanno esercitato uno degli strumenti di partecipazione democratica previsti dallo Statuto della città.

Resta inoltre senza spiegazione la scelta operata dall’Amministrazione in merito all’esercizio del diritto di prelazione. A fronte di due appartamenti sui quali il Comune avrebbe potuto intervenire,
stata infatti privilegiata l’acquisizione dell’unità posta al primo piano, apparentemente in condizioni di conservazione meno favorevoli, lasciando invece perfezionare la vendita a un soggetto privato dell’immobile di Via dei Granari n. 28, comprensivo di pertinenze e di un cortile interno direttamente collegato all’attuale Archivio Storico. Un bene che avrebbe potuto rappresentare un’importante opportunità di sviluppo e miglioramento della fruibilità dell’Archivio stesso, con evidenti ricadute positive per la crescita culturale della città.

La vicenda pone anche una questione più ampia relativa al rapporto tra istituzioni e cittadinanza. Nelle linee programmatiche dell’attuale amministrazione vengono richiamati con forza i principi della partecipazione, dell’ascolto e del coinvolgimento attivo dei cittadini nella costruzione delle politiche pubbliche. Tuttavia, quando una proposta nasce spontaneamente dalla comunità e raccoglie un consenso significativo, il mancato confronto e l’assenza di risposte rischiano di trasformare tali principi in mere dichiarazioni di intenti.

La preoccupazione è resa ancora più forte dalla consapevolezza che le decisioni assunte oggi produrranno effetti duraturi sul futuro della città. Tarquinia deve molto alla lungimiranza di alcuni suoi amministratori, che nel tempo, con tenacia e determinazione, hanno investito nella cultura e nelle infrastrutture culturali, lasciando in eredità opere di grande valore come la Biblioteca Comunale, il Teatro, il Cinema multisala e l’Archivio Storico. Il potenziamento di quest’ultimo avrebbe rappresentato un ulteriore investimento nella conoscenza della storia cittadina e nella crescita culturale delle future generazioni.

Appare quindi difficile comprendere le ragioni che hanno portato a non cogliere un’opportunità che avrebbe potuto rafforzare il patrimonio pubblico e culturale della città. Per questo motivo si rinnova la richiesta di chiarimenti trasparenti sulle motivazioni che hanno guidato le scelte dell’Amministrazione e sulla valutazione dell’interesse pubblico sotteso alla vicenda. Molti dei cittadini firmatari della petizione continueranno a chiedere risposte, convinti che il confronto, la trasparenza e la partecipazione rappresentino elementi essenziali di una comunità realmente inclusiva e democratica.

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