di Marco Poggi
Per chi conosce, da “WICKED PARTE 1” i personaggi di Elphaba (Cynthia Erivo), la malvagia strega dell’Ovest e la Glinda/Galinda (Ariana Grande), la strega buona di Oz, sa che le cose non stanno veramente così. La prima (faccia verde, vestito nero, cappello a punta e scopa volante) è una donna incompresa, che ha dichiarato guerra a Oz e al suo mago (Jeff Goldblum), per rivendicare i diritti delle creature e degli animali maltrattati e messi in gabbia, mentre la seconda, (bianca e splendente nei vestiti, quasi un angelo, per il sorriso e la corona che ha sulla testa), considerata una buona, è solo lo strumento di propaganda nelle mani del già citato mago di Oz e di Madame Morrible (Michelle Yeoh) e non è neppure una vera strega, perché si serve di trucchi posticci per esserlo (la bolla magica, che si attiva spingendo un bottone, usando il piede, e la finta bacchetta che tiene in mano). Senza contare che Glinda è in procinto di sposare il principe Fiyero (Jonathan Bailey), capo delle guardie di Oz, ma per convenienza, non per amore. Fiyero, infatti, è innamorato di Elphaba e la cerca non tanto per arrestarla, ma per stare con lei.
Fra le novità, rispetto alla parte 1, ci sono le canzoni, che, stavolta, sono lasciate in originale, nella versione italiana, per mettere in risalto il talento delle due cantanti famose (specie, Ariana Grande). Non solo. Dopo un primo tempo, incentrato sulla lotta di Elphaba per i diritti degli animali, messi in gabbia dal “buon” mago di Oz (un vero ciarlatano e millantatore), ecco arrivare il secondo che si aggancia a “IL MAGO DI OZ”, con Judy Garland, nei panni della piccola Dorothy, accompagnata dal suo cane Toto. Ecco, quindi, all’improvviso, comparire il leone pauroso, l’uomo di latta, lo Spaventapasseri e la strada dei mattoni gialli, già in costruzione ad inizio racconto. Dorothy, evocata da Madame Morrible, con la tromba d’aria che trasporta la casa piccola, dal Kansas, nel regno fatato, non la si vede mai in volto e le sue scarpe magiche non sono rosse, ma d’argento, come nel romanzo originale. Coi personaggi modificati e anche incattiviti, rispetto al kolossal, di Victor Fleming, del 1939 (noto anche per essere uno dei primi film a colori di Hollywood), la storia di Dorothy la si osserva da un differente punto di vista. Infatti, se Elphaba è una strega di buon cuore, che deve, suo malgrado, apparire cattiva, Glinda deve imparare a svegliarsi, dal suo finto mondo, costruitole da Morrible (la vera cattiva del film) e dal mago, per diventare davvero una strega buona.
L’aspetto scolastico, quasi alla Harry Potter, della prima parte è un ricordo, qui si ritorna alla storia principale di Oz, ma con tante situazioni da fumo e specchi e ribaltamenti di sorta. Morrible, il mago di Oz, Fiyero, le scimmie volanti, la sorella disabile di Elphaba (la malvagia strega dell’Est, la cui fine che è il perno della rabbia di Elphaba), Dorothy e l’uomo di latta passano in secondo piano, perché questa è solo la storia della difficile, ma duratura amicizia, fra Glinda e Elphaba, il resto non conta. Eppure, il film per quanto lungo, deve proprio il suo interesse a Cynthia Erivo e Ariana Grande, che sanno ben trasmettere i sentimenti dei loro personaggi. Da vedere.
