Da Catanzaro a Londra, prende vita il sogno musicale di Myriam: venerdì esce “My Eyes”, primo inedito della cantante

“Non sono mai stata una adatta ad una vita “ristretta”! Sai come è, quando non ti senti mai al tuo posto? Ecco!”. Perché l’entusiasmo richiede spazi, opportunità, vita: e quale posto meglio di Londra per esprimerlo?

Queste due righe possono raccontare il percorso di tanti ragazzi giunti sulle rive del Tamigi, ma sono parole a firma di Miriam Cutruzzulà, ventunenne studentessa al London College of Music che, da Catanzaro, è giunta a Londra per inseguire sogni, ambizioni e progetti. Che, pezzo dopo pezzo, diventano realtà: tanto che il prossimo 7 dicembre, venerdì, uscirà su tutte le piattaforme social e musicali – da Facebook ad iTunes, da YouTube a Spotify, da SoundCloud a Instagram – il primo inedito registrato da Miriam.

Il titolo è “My Eyes”, ed il brano è stato composto – testo e musica – proprio da Myriam (questo il nome d’arte con il quale, tra le altre cose, è possibile seguirla anche sulla pagina Facebook o Instagram) con l’aiuto della pianista Ainsley Beth Tinfena e del maestro Francesco Silipo.

“Il progetto inizia dal desiderio di esprimere le mie emozioni – ci racconta in merito – quelle vere, forti e così personali che solamente una canzone scritta da me stessa poteva rappresentarle a pieno.” Un desiderio che però, inizialmente, ha faticato a trovare forma: “Non volevo fosse la solita canzone d’amore tra uomo e donna che tutti scrivono: volevo fosse un’azione liberatoria della mia anima e non volevo forzare nessun processo. Volevo qualcosa che racchiudesse il mio cuore in quel momento: la felicità di aver affrontato tante difficoltà; la felicità di essermi trasferita fuori per una nuova avventura che mi aveva portato a sperimentare nuove esperienze, belle e brutte; ma soprattutto, la felicità di avere persone al mio fianco che mi amano e mi appoggiano sempre come i miei genitori, il mio partner e una persona molto speciale che purtroppo non c’è più. La canzone è infatti dedicata a tutte le persone che amo, compresa me stessa. Ma non è la conseguenza di un ricordo felice”.

“Alla mia nonna paterna è stato diagnosticato un tumore – racconta Miriam – Era la classica nonna del meridione, quella che ti chiamava per prima ai compleanni, quella che ti faceva trovare sempre qualcosa pronto da mangiare, quella che: “facciamo una passeggiata” indifferentemente dalla casa al mare o in campagna e che parla a tutti di te: Miriam è una cantante. Ha una voce… Ma effettivamente poche sono le volte che ho cantato per lei”.

“Il fatto è che quando vedi una persona cosi attiva e positiva finire preda di una malattia così aggressiva non hai neanche la forza di arrabbiarti, sei solo triste. E io lo ero ancora di più. Sentivo di aver perso qualcosa negli anni passati fuori e sentivo la responsabilità di dover essere forte per tutto il resto della famiglia. Quando mia mamma mi disse che rischiavo di non salutarla più, presi il primo volo per Lamezia Terme con tutta la pesantezza che la valigia tornai nella mia terra. Passai quattro giorni in ospedale, ricordo chiaramente l’ultimo sguardo che le diedi, pieno di amore, gratitudine e di quella tristezza che cercai di nascondere fino alla fine, lasciandola in quel letto con un gesto che le lasciasse intendere: “Mi raccomando, torno a Natale, resta!”. Ma una volta tornata a Londra, la speranza svanì presto: quella chiamata alle 7 del mattino del 7 dicembre mi fece capire subito. L’unica cosa che riuscii a fare quel giorno fu scrivere quello che il mio cuore sentiva per cercare di alleggerirlo: ho pianto così tanto durante la scrittura di quel post su Facebook… Sì, è iniziata come un post su Facebook, l’unico metodo di sfogo facilmente accessibile che abbiamo attualmente”.

“Quel giorno dovevo condividere ciò che sentivo perché era un qualcosa di troppo pesante da portare da sola. Volevo semplicemente che i miei sentimenti non avessero una destinazione precisa: li tirai fuori e li lasciai lì. Quel giorno su quel divano di una casa qualunque in Ealing sono nate quelle parole. Così, qualche giorno dopo, pensai di farle diventare qualcosa di più e lasciarle per sempre impresse su qualcosa: una canzone! La melodia venne da sé, lessi le parole un paio di volte e la melodia venne naturale”. “My Eyes” é un pezzo nato a Londra, quindi in inglese, perché possa essere più universale ed accessibile a tutti. Si tratta di una canzone semplice, intima e personale in una dolce versione acustica, pianoforte-voce – “perché il testo è quello che conta”, spiega Miriam – e da venerdì sarà online disponibile per tutti.

Le registrazioni guida sono state effettuate presso gli studi del London College of Music, con l’aiuto di Philipp Emmerichs, e le registrazioni definitive presso gli studi di registrazione Medialand di Catanzaro, dallo stesso Maestro Francesco Silipo. “Sì, dopo un anno eccola, – dice entusiasta Myriam – forse non perfetta per tutti perché è il primo inedito, ma è anche il debutto di un qualcosa di importante per me, il sogno di sempre e con un significato enorme. È una canzone che parla di me e sarà lì fuori per tutti. Spero di poter, in futuro, con l’aiuto di una casa di produzione, inserirla in un album”.

Perché, dalla Calabria sino a Londra, Myriam ci è salita per inseguire dei sogni. “Spero che le emozioni contenute in “My Eyes” riescano a raggiungere le persone che la ascolteranno e ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato a rendere questo mio progetto realtà.”