

di Stefano Tienforti
Si è conclusa l’edizione 2025 de “Il Personaggio dell’Anno”, l’iniziativa de lextra.news che ogni anno celebra i tarquiniesi che si sono distinti nel corso dei dodici mesi precedenti.
Vale la pena ribadire, anche quest’anno, la natura di questa iniziativa: non si tratta di una competizione. L’obiettivo è valorizzare i tanti talenti che in diversi ambiti caratterizzano il nostro territorio, facendo soffermare l’attenzione su persone e realtà che i lettori hanno incrociato negli articoli durante l’anno, ma di cui forse non conoscono appieno il valore. Il feedback più significativo che riceviamo è proprio quello di persone che scoprono concittadini impegnati all’estero, o in campi che non conoscono, e si rendono conto che anche in quegli ambiti Tarquinia esprime professionalità, capacità, competenze, intelligenze e creatività. Per noi è una festa del talento e della creatività tarquiniese, e vogliamo che resti tale indipendentemente da eventuali polemiche.
Quest’anno, tra i candidati, la redazione ha scelto Federico Mazzola, mentre i lettori hanno premiato Gabriele Ripa.
Federico Mazzola è docente universitario in fisica all’Università di Padova e ha recentemente ottenuto l’accesso a un finanziamento da oltre un milione e seicentomila euro per il suo studio sul magnetismo nell’ambito del progetto MATILD, di cui parleremo più nel dettaglio in un’intervista che pubblicheremo nei prossimi giorni. Gabriele Ripa è pianista e musicista, protagonista di numerose iniziative in ambito musicale, dalle scuole di musica alla formazione dei ragazzi, dalla partecipazione a eventi e cori: avremo modo di fare quattro chiacchiere anche con lui. Ha chiuso quest’anno con uno splendido concerto al Teatro Rossella Falk e tra qualche settimana lascerà Tarquinia per cercare nuove strade musicali e di vita in un paese estero.
In questi anni abbiamo intervistato tante personalità proprio in quanto Personaggi dell’Anno, e tutte hanno rappresentato esempi straordinari nei loro rispettivi ambiti. Dalla tenacia e resilienza di Tiziano Monti, che cominciò a gareggiare in handbike a pochi mesi dall’incidente, al talento in cucina e pasticceria di Tiziana Fabi e Francesca Castagnani, passando per la gratitudine per il personale dell’Ospedale di Tarquinia durante il Covid. Dallo spettacolo dei Ping Pong Pang, che hanno continuato a distinguersi tra eventi e televisione, alla capacità di Arteritmica non solo di partecipare ai campionati europei ma anche di coinvolgere i propri atleti in iniziative benefiche e manifestazioni cittadine. Il premio ha, tra le altre cose, raccontato il talento di Marco Contestabile, la bravura e la capacità di Chiara Bordi, lo straordinario risultato professionale di Chiara Giamundo: tutti personaggi che portano in alto il nome di Tarquinia con una visione che va ben oltre queste mura.
Ed è proprio questo il punto. Tarquinia ha forse un limite quasi antropologico: tende a chiudersi su se stessa, a pensare di essere il centro di tutto. Federico Mazzola e Gabriele Ripa, come molti dei personaggi premiati e candidati in questi anni, hanno invece la capacità di guardare oltre restando felici della città da cui provengono e in cui sono cresciuti, comprendendo che c’è molto di più.
Questa è la bellezza del premio di quest’anno: due giovani talenti che forse non hanno ancora mostrato il meglio delle loro enormi capacità, che guardano oltre, che hanno una visione aperta del mondo. E che – e chi li conosce e li ha incontrati lo sa bene – affianco al loro pregevole talento artistico e alla loro rara capacità creativa, intellettuale e di studio, mostrano un valore umano probabilmente ancora più alto.
C’è poi un aspetto interessante che emerge anno dopo anno dalla scelta dei lettori. A volte chi lavora nel settore dell’informazione rischia di vivere in una bolla, di pensare che i lettori siano interessati solo a determinati tipi di notizie o personaggi. Eppure, nonostante qualche polemica e qualche intoppo, alla fine vengono premiati sempre personaggi rasserenanti, talentuosi, fuori dalle consuete dinamiche cittadine. Questo probabilmente ci racconta una Tarquinia che sta guardando ben oltre: più di quanto noi stessi, anche all’interno di una redazione che racconta quotidianamente la città, riusciamo a percepire e a rappresentare.
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