La Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia verso Milano-Cortina 2026

Riceviamo e pubblichiamo

In occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina 2026, la Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia, sarà al centro di un innovativo progetto di valorizzazione digitale firmato Skylab Studios. Per la prima volta in Italia, la Tomba (530–520 a.C.) è stata recentemente esposta al pubblico presso il Museo Luigi Rovati di Milano al di fuori del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, sua sede originaria. Si tratta di una straordinaria testimonianza figurativa del mondo etrusco, oggi di competenza del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT), che racconta attraverso immagini il ruolo centrale dei giochi atletici e delle competizioni ippiche nella società dell’epoca. Scoperta nel 1958, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Roma del 1960, la tomba deve il suo nome alle scene sportive che decorano le pareti interne, tra corse di bighe e momenti di celebrazione agonistica. Un ciclo pittorico di eccezionale valore storico e simbolico che, grazie a questo straordinario progetto di ricostruzione, può oggi essere osservato da una prospettiva inedita e approfondita.

Il progetto, fortemente voluto dall’Onorevole Mauro Rotelli e realizzato dall’azienda associata a Unindustria, Skylab Studios, specializzata in visual marketing interattivo, consiste nella realizzazione di un tour virtuale immersivo, pensato per accompagnare il pubblico alla scoperta di uno dei più significativi complessi pittorici del mondo etrusco, ampliandone la fruizione attraverso le potenzialità delle tecnologie digitali. Il tour è stato costruito partendo da una campagna fotografica stereoscopica in altissima definizione a 360°, che consente di riprodurre l’esplorazione dell’interno della tomba con un livello di dettaglio non accessibile durante la visita fisica. La navigazione è arricchita da hotspot informativi interattivi, disponibili in lingua italiana e inglese, che approfondiscono la storia del monumento, la sua datazione l’iconografia del contesto funerario.

Uno degli elementi centrali del progetto è la ricostruzione digitale degli affreschi, realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale sfruttando studi storici, fonti iconografiche e consulenze degli esperti del PACT – Parco Archeologico di Tarquinia e Cerveteri. Questo lavoro consente di restituire una visione il più possibile fedele dell’aspetto originario delle pitture, oggi quasi totalmente compromesse dal tempo. Il percorso virtuale è pensato come un progetto in evoluzione: i personaggi raffigurati negli affreschi prenderanno vita, trasformandosi in figure digitali capaci di raccontare il mondo etrusco e i suoi valori attraverso un linguaggio contemporaneo.

A completare l’esperienza immersiva, all’interno della tomba sarà presente, tra gli altri anche un avatar digitale, ricostruito mediante ri-generazione in intelligenza artificiale e ispirato alla figura dell’auriga, tra i protagonisti della celebre scena della corsa delle bighe dipinta sulla parete più iconica della Tomba delle Olimpiadi. L’avatar non è una semplice presenza visiva, ma un vero e proprio interlocutore narrativo: attraverso il suo racconto, accompagna il visitatore virtuale lungo il percorso, offrendo una chiave di lettura simbolica e culturale delle immagini, dei gesti e dei rituali raffigurati. La scelta dell’auriga, figura centrale nel mondo etrusco e carica di significati legati al prestigio, alla competizione e al passaggio, consente di stabilire una connessione diretta tra il visitatore contemporaneo e la dimensione più intima della sepoltura.

“Questa speciale intelligenza artificiale – dice Leonardo Tosoni, art director di Skylab Studios – è stata allenata, nel corso di tutti i mesi di lavorazione, per diventare a tutti gli effetti un artista etrusco vissuto circa 2.500 anni fa, in grado di ridipingere le figure parzialmente distrutte o perse nel tempo. Ma al tempo stesso è stato anche in grado di disegnare da zero, grazie alla supervisione di esperti e tecnici umani, anche tutte le parti della tomba non più visibili oggi. Grazie a questo incredibile sviluppo, siamo onorati di poter affermare che sarà possibile, da adesso, riportare in vita, non solo la Tomba delle Olimpiadi, ma anche tutto il patrimonio culturale presente nelle necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia, già patrimonio UNESCO, riportandolo in vita grazie al recupero dell’antica bellezza con l’aiuto di questa straordinaria macchina del tempo virtuale”.

“Questo progetto dimostra in modo tangibile come le nuove tecnologie possano essere messe al servizio della conservazione, promozione e diffusione del nostro patrimonio storico e culturale – spiega Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati –. Portare la Tomba delle Olimpiadi a Milano-Cortina 2026 tramite la realtà virtuale significa dare voce a una narrazione che lega le radici millenarie della civiltà etrusca ai principi universali dello sport. È un’iniziativa che merita il pieno sostegno delle istituzioni, perché unisce ricerca, innovazione e visione globale, offrendo alla nostra Nazione un’opportunità unica per valorizzare e raccontare la propria identità culturale al mondo intero”.

Dal 6 Febbraio, per tutta la durata delle Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina 2026, la Tomba delle Olimpiadi in realtà virtuale sarà visitabile all’interno di Casa Italia a Milano, in Triennale, dove una postazione fissa con dei visori per la virtual reality darà la possibilità ai visitatori provenienti da tutto il mondo e ai sostenitori della Nazionale Olimpica di scoprire le meraviglie etrusche di Tarquinia dopo oltre 2.500 anni.

Con questo progetto, Skylab Studios contribuisce a una nuova modalità di racconto del patrimonio archeologico, in cui ricerca scientifica, tecnologia e divulgazione si integrano per rendere accessibile e comprensibile un bene culturale di straordinario valore, inserendolo in uno dei contesti internazionali più rilevanti come quello delle Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina 2026 dando ancora più visibilità e promozione ad un territorio, che grazie a Tarquinia e alla rete di comuni collegata, oggi è tra le 10 realtà finaliste per diventare Città della Cultura 2028.

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