Note dalla periferia dell’Impero: Luccichii

Dalla “periferia” si vede meglio il centro: “Note dalla periferia dell’Impero” è il taccuino con cui Luigi De Pascalis osserva il nostro tempo. Brevi riflessioni, erudite e divulgative insieme, che usano il passato come bussola per orientarsi nel rumore del presente.

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Fin dai primordi, proprio come la gazza ladra, la scimmia umana ha amato impossessarsi di ciò che ne attirava l’attenzione solo perché luccicava (oro, argento, pietre “preziose”) e ha finito per attribuire per convenzione condivisa a questi materiali un valore che di per sé non avrebbero avuto.

Più tardi tale valore simbolico è stato at­tribuito alle monete, non a caso coniate con minerali “preziosi”; poi questo valore è stato delegato alla carta stampata garantita da riserve auree. Più tardi la garanzia della convertibilità in oro è caduta in disuso.

Oggi il valore convenzionale della carta stampata dominante, il dollaro, è garantito dalla superiorità militare americana, in parole povere dalla paura e dal ricatto a cui un altro Stato, da solo, non ha la forza di opporsi.

Equilibrio oltremodo instabile che poggia i propri presupposti sulla guerra, strumento indispensabile a tenere alta la soggezione.

E intanto prende sempre più piede il bitcoin, moneta virtuale emessa da privati, non garantita più dalla paura del potere militare ma dall’avidità e dal brivido della scommessa: il nulla per il nulla!

Ormai la scimmia umana – o meglio la gazza ladra – si è talmente evoluta da non avere più bisogno di possedere qualcosa che luccichi o verso cui la spinga il tenta­tivo di tenere sotto controllo la paura del più forte. Addomesticata e immemore, le basta un impulso elettronico che inconsciamente le rammenti l’idea origi­naria del luccichio di una pietruzza o di un granello di minerale “prezioso” per altri versi inutili a nutrirla o a dissetarla.

Nonostante ciò, sembra che 117 persone private controllino attraverso società e fondi d’investimento l’astronomica cifra di cinquantamila miliardi di dollari e che usino l’immenso potere che ne deriva per condizionare la politica del mondo al solo scopo di continuare ad accumulare denaro.

Guerre, carestie, migrazioni, mutazioni climatiche, fame e povertà dipendono in gran parte dall’inderogabile bisogno che hanno costoro di arricchirsi.

E di fronte a una tale montagna di denaro e di potere anche mediatico la politica è impotente e la democrazia s’è mutata in farsa.

Il mondo, inconsapevolmente, lavora per questo sparuto gruppetto di cui in gran parte ignora i nomi e i volti.

Neppure la famosa “Livella” di Totò ha potere su queste persone poiché progettano seriamente (vedi Elon Musk), di trasferire nel solo paradiso a cui possano ambire, il Metaverso, l’intero contenuto dei loro “inarrivabili” cervelli – compresi avidità, cinismo e ambizioni.

E così il gioco a chi di loro ce l’ha più grosso (il conto in banca, i veicoli spaziali, gli yacht, le ville, i campi da golf) si trasferirà su un piano quasi metafisico dove potrà continuare praticamente all’infinito: a spese di noi poveri mortali, ovviamente.