Mondiali senza l’Italia? I tarquiniesi adottivi ci aiutano a decidere chi tifare: Anderson e il Brasile

C’erano un francese, un tedesco… e ancora una spagnola, un brasiliano, un’argentina, ma – ahi noi – nessun italiano: e così l’avvio più classico delle barzellette diventa un piccolo grande dramma sportivo per l’Italia, in vista del calcio d’avvio della Coppa del Mondo in Russia. Per provare a vivere con un po’ di pathos l’evento, allora, noi de lextra.news siamo andati alla caccia di tarquiniesi adottivi – uno per ogni nazionalità – chiedendo loro di condividere, almeno in parte, il loro tifo “mondiale”. Ve li presentiamo via via uno ad uno e, nel frattempo, nel sondaggio diteci quale nazionale tiferete… in assenza di quella Azzurra!

Anderson dedeo brasileLa patria del bel calcio, la nazione che ha più titoli in bacheca – anche se la vittoria finale manca dal 2002, dai tempi di Ronaldo, Rivaldo, Roberto Carlos e Ronaldinho – e quella che, secondo i bookmakers, ha le maggiori chances di alzare il trofeo a Mosca, il 15 luglio prossimo: stiamo parlando, naturalmente, del Brasile, che guidato da Neymar lancia la sua sfida a Russia 2018.

“Secondo me vinciamo noi, in finale con la Germania: e se sarà così, torno a Tarquinia per l’occasione a godermi la partita insieme agli amici!”: a parlare un tarquiniese d’adozione che, negli ultimi anni, vive a Roma, ma che nella città etrusca ha lasciato tanti ricordi ed amici. Anderson, il Dedeo, a Tarquinia lo ricordano praticamente tutti: nativo di Rio de Janeiro, qui ha vissuto praticamente quindici anni, giungendoci per la prima volta nel 1989 per poi stabilircisi del tutto negli anni successivi, sino al 2005. E lasciando – da vero brasiliano – anche un segno calcistico, indossando la maglia di Tarquinia, Corneto, Monte Romano ed Acquapendente e calcando i campi tarquiniesi del calcio a 5.

italia brasile 1994 usa baggioNaturalmente, era a Tarquinia anche nel più recente e doloroso (per gli Azzurri) confronto diretto ai Mondiali tra Italia e Brasile, la finale di USA ’94, con il rigore di Baggio sopra la traversa e la Coppa del Mondo ai verdeoro: “Mi ricordo benissimo – racconta Anderson – lavoravo al bar con Giovanni Nuzzi, al San Marco, davanti al Museo: ancora penso a quante me ne hanno dette quella sera!”. Ma il cuore di Anderson è comunque un po’ azzurro, così, nel 2010, c’era pure lui a festeggiare la vittoria dell’Italia contro la Francia: “Ero tornato a Tarquinia quella sera – ricorda – a vedere la finale in allegria con gli amici, compreso Flo (il “nostro” tifoso tedesco, leggi qui la sua intervista), con cui spero di guardare la finale anche quest’anno!”.

Intanto s’è goduto e si sta godendo una bella stagione calcistica: la sua squadra del cuore in Brasile, il Flamengo, è in testa al campionato. Ma lui, in Italia – come sanno quasi tutti quelli che lo conoscono – ha il cuore che batte per la Roma, reduce da una bella cavalcata sino alle semifinali di Champions League.

Leggi la storia spagnola di Elisabet, quella francese di Gérôme oppure vota al sondaggio.

Mondiali 2018: non ci sarà l'Italia, per chi tiferete?

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