Tarquinia, Leoncelli: “Diamo identità all’Università Agraria: riscriviamo insieme lo Statuto”

Riceviamo da Maurizio Leoncelli, consigliere dell’Università Agraria di Tarquinia, e pubblichiamo

Quattro anni fa il centrodestra che oggi sfila compatto in ogni occasione pubblica accanto al suo Sindaco, aveva inserito nel programma elettorale comunale la gestione diretta del patrimonio dell’Università Agraria da parte del Comune di Tarquinia e la conseguente soppressione dell’Ente.

Oggi a distanza di tempo questo proposito non è stato rispettato e l’Università Agraria è sopravvissuta, ma non ha una propria identità. La riforma operata dalla Legge 168/2017 ha liquidato questa materia secolare con la miseria di due articoli scritti anche male generando troppe incertezze. La natura privatistica di realtà istituzionali che gestiscono la proprietà collettiva è un ibrido giuridico, non
funzionale.

Centralità è attribuita allo Statuto che si dovrebbe adeguare e regolare il regime delle autonomie e l’Università Agraria di Tarquinia ha un disperato bisogno di una riforma vera e strutturale, non di inutili ritocchi preelettorali come quelli fatti nella scorsa consigliatura.

La situazione odierna è paradossale: ente pubblico per le parate istituzionali ma soggetto privato senza regole e controllo quando fa più comodo: questa condizione è inaccettabile e anche pericolosa. Nessuna polemica preventiva, ma una mano tesa. Vogliamo riscrivere insieme le nuove regole. Come in passato l’Ente può tornare a essere un punto di riferimento anche istituzionale. A nostro giudizio la natura delle proprietà – collettive – deve prevalere sulla deriva privatistica del “famo come ce pare”.

Si amministra in nome di una comunità. La trasparenza è il principio guida. Un Ente gestito dalla politica che chiama al voto tutti i cittadini non può equiparato a una società privata. Contabilità, assunzioni, concessioni, appalti: queste materie debbono essere gestite con modalità pubblicistica, con bilanci certificati, concorsi e gare ad evidenza pubblica, con imparzialità. Non ci venga risposto che non si può perché non è vero, prescindendo da lettere e pareri scritti da costosi segretari che probabilmente non avevano e non hanno nemmeno titolo a farlo.

Questa è la nostra proposta: riscrivere insieme lo Statuto, un dialogo sulle regole nell’interesse dell’Università Agraria, affinché ogni singolo atto preso dagli amministratori sia un atto della collettività e da questa visibile.