Tarquinia, pagina vuota sul sito delle città della ceramica

di Fabrizio Ercolani

Tarquinia città della ceramica, ma sul sito ufficiale dell’Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC) la pagina dedicata alla città etrusca è completamente vuota.

Se si prova a navigare sul sito Buongiorno ceramica, infatti, in Provincia di Viterbo si trovano quattro città che possono fregiarsi del titolo “città della ceramica”: Viterbo, Civita Castellana, Acquapendente e, appunto, Tarquinia. Se per le prime tre aprendo il sito si possono reperire notizie storiche, informazioni sugli artigiani e sui musei ed anteprima delle iniziative, la pagina della città di Tarquinia appare incredibilmente vuota. Nessuna informazione sulla città, nessuna informazione sulla storia, nessuna indicazione sugli artigiani, nessun richiamo alla pagina città della ceramica realizzata dalla Cna nella quale sono presenti diverse informazioni. Insomma un’occasione persa per poter far conoscere la città di Tarquinia agli amanti di un settore in crescita.

Eppure sono antichissime le prime testimonianze della lavorazione della ceramica nel territorio di Tarquinia. Oggetti in ceramica d’impasto rinvenuti in alcune sepolture sono attribuibili alla cultura di Rinaldone e alla successiva Età del Bronzo. Ben 11 i laboratori presenti nella città segno tangibile di un settore vivo. Dal 2022 Tarquinia è una “Città di antica ed affermata tradizione ceramica”: il Consiglio Nazionale della Ceramica, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ha approvato all’unanimità l’ingresso di Tarquinia nel ristretto novero delle città della ceramica. Grazie a questo riconoscimento Tarquinia è entrata a far parte dell’Associazione Italiana Città della Ceramica, che raggruppa 45 comuni, tra cui Faenza, Deruta, Gubbio, Caltagirone ed altri importanti centri della penisola.

Un risultato raggiunto grazie alla preziosa collaborazione della CNA e dell’artista tarquiniese Massimo Luccioli, che hanno affiancato il Comune nel lungo iter certificativo iniziato nel 2020 con la presentazione al Ministero della domanda di riconoscimento. Una richiesta corredata da oltre 500 pagine di documenti, atti e citazioni, collazionati anche grazie all’ausilio di diversi artigiani ed artisti locali. Ora però occorre un salto in avanti altrimenti rimane solo un piccolo spot da usare saltuariamente. Aggiornare il sito dell’AICC è un primo e significativo passo per non rendere vano questo prestigioso riconoscimento frutto di un lungo e faticoso lavoro ed anche del grande desiderio di valorizzare il territorio tarquiniese attraverso l’artigianato e l’espressione artistica legata al mondo della ceramica.