#Tarquinia2017 – Qualche prima riflessione sulle elezioni appena trascorse

(s.t.) Alla fine, probabilmente, la chiave di lettura di questi mesi di politica sta nella capacità di conoscere l’elettorato, la popolazione, e di parlarci: chi ha saputo mantenere o creare questo legame biunivoco di ascolto e percezione da un lato e di segnali e stimoli dall’altro ha ottenuto le risposte che cercava, anche se magari non è bastato per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Per spiegare questo mio pensiero parto non dai vincitori, ma dal più sorprendente tra gli sconfitti, quel PD rimasto fuori persino dal ballottaggio che – è un’opinione del tutto personale, ma come redazione ci impegneremo ad analizzare la situazioni e gli umori del partito con una serie di interviste – in questi dieci anni di governo ha probabilmente smarrito la capacità di tastare il polso della popolazione cittadina, e forse anche dei suoi stessi tesserati. Salvo ritrovarla, in parte, nelle ultime ore, scoprendo debolezze inaspettate concretizzatesi violentemente nel responso delle urne.

È paradossale, invece, scoprire come un candidato giunto dall’esterno sia stato in grado, in molto meno tempo, di analizzare l’elettorato tarquiniese, segmentarlo e – sulla base di queste valutazioni – lanciare una serie di messaggi (è vero, spesso aggressivi sino al limite, ma ahimè la politica non prevede esclusione di colpi) di incredibile efficacia, capaci di fidelizzarne una parte in maniera quasi estrema. Gianni Moscherini e il suo staff compiono una mezza impresa elettorale: in pochi all’inizio di questa sua avventura tarquiniese – e ancor di più dopo la gaffe sulle mura tuscanesi – avrebbe scommesso su un posto al ballottaggio, o che sarebbe riuscito a raccogliere i pur non sufficienti 2.800 voti di ieri sera; ed in fondo il colpo di grazia al PD tarquiniese ed all’era Mazzola, spegnendogli ogni velleità di vittoria, lo dà lui, con quella manciata di voti che tiene Ranucci fuori anche dal secondo turno. Semmai gli eccessi, sopratutto su Facebook, degli ultimi giorni hanno creato una sorta di reazione emotiva che, probabilmente, ha spinto qualche voto in più verso un avversario comunque già in netto vantaggio.

Poi ci sono i vincitori: Pietro Mencarini in primis, la cui figura – pur comunicativamente schiva, o forse proprio per questo – si dimostra a giochi fatti la più adatta a vincere questa partita elettorale per come si è, via via, dipanata. Ma anche, e forse soprattutto, le liste a suo sostegno; l’una, Rinnova, caratterizzata da un lavoro di gruppo che culmina nel suo leader, Manuel Catini; l’altra, Idea e Sviluppo, più incentrata intorno alla figura di Pietro Serafini. Il loro lavoro in questi anni – soprattutto all’Università Agraria, ma anche con tutta una serie di iniziative a carattere organizzativo o di presenze sui social – gli ha costruito attorno una base d’ascolto e fiducia importante, decisiva nel risultato complessivo e nei tanti, buoni, risultati individuali. Forse proprio le reazioni di quella base hanno spinto i due gruppi ad uno strappo sicuramente inelegante, ma alla fine dei giochi probabilmente decisivo, con Roberto Fanucci, spingendo per la forzatura che, alla fine, ha convinto Mencarini a candidarsi.

Quello è stato forse il momento determinante delle elezioni: col senno di poi, lì probabilmente si è spenta la possibilità – a lungo realistica – di una candidatura vincente di Renato Bacciardi, che esce deluso al primo turno ma con un buon risultato personale ed ora pagherà – c’è da capire quanto a lungo – l’abbraccio, e la bandana, dell’ultim’ora con Moscherini. A conti fatti, al primo turno gli sono mancati all’appello i voti delle liste di sostegno.

Giudizio sospeso su Movimento 5 Stelle e Primavera per Tarquinia. Per i primi non si può parlare certo di flop, con la lista che risulta la più votata – anche per ovvi motivi di concentrazione, o meglio di dispersione nelle altre coalizioni – della città. I secondi, invece, non ottengono un seggio in consiglio, ma fanno un risultato numerico anche migliore di quello di Celletti di cinque anni prima. Per entrambi la valutazione passerà, perciò, dal comportamento che sapranno tenere, d’ora in poi, all’opposizione; i primi anche dentro al consiglio, i secondi solo dall’esterno, magari portando avanti le istanze statutarie che sono state alla base di questi mesi di attività.

E sul comportamento si valuterà, dal momento dell’insediamento, anche la nuova amministrazione Mencarini: solo il tempo e l’azione di governo ci diranno se la fiducia dei tarquiniesi è stata ben riposta, se davvero quello è il fronte del cambiamento o se – come asserito da Moscherini – ci sarà continuità col passato, se l’entusiasmo di ieri sera fuori dai seggi riuscirà a protrarsi nel tempo con azioni significative.

Di certo per ora sappiamo che Facebook è stato scenario di zuffe indegne che ci auguriamo di non veder replicate in altre simili occasioni, che gli spunti di riflessione ed analisi su tutti i fronti certo non mancano e che via via, nei prossimi giorni, proveremo ad affrontarli ed analizzarli, anche parlandone con i protagonisti stessi.

10 commenti su #Tarquinia2017 – Qualche prima riflessione sulle elezioni appena trascorse

  • mediocrità ha scritto:

    2806 voti a Moscherini sono 2806 persone e non sono poche, in quel numero si cela il centro-destra che per la cronaca ha trionfato in molte grandi città.
    2571 è il resto del centro-destra Mencariniano del primo turno.
    Al ballottaggio 5368 voti a Mencarini sono stati raggiunti grazie a tutta la sinistra amareggiata dalla sconfitta e coesa ad affondare Moscherini, la causa del loro abbattimento e così già si sapeva come sarebbe andata a finire.
    Per rabbia i sinistrorsi (Pd, grillini, Celletti) hanno favorito il centro-destra, quello meno combattivo e come nella vita chi non si espone, passa in sordina, vince, ma non è detto che sia il migliore.
    Ci sono state parole volate da tutte le parti provenienti da ogni schieramento atte a condannare tutti e tutto, nessuno è stato esente dall’inveire contro gli sfidanti, quindi nessuno è stato vittima di nessuno, anche se a mio avviso qualcuno è stato protetto da brutte accuse per sua grandissima fortuna, così tuttora mi stupisco del falso moralismo che in molti hanno adoperato contro Moscherini, forse davvero l’unica sua “colpa” è stata quella di essere forestiero e di essere troppo intelligente per la mediocrità della maggioranza.

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  • Nessuno pensa che di fatto questo e’ il terzo mandato a sindaco di mazzola? Si nasconde dietro il faccione Rubicondo di mencarini che sara’ comandato a bacchetta

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  • Vichingo ha scritto:

    No , il problema di Moscherini è stato di raccontare favole e le persone non ci sono cadute.

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  • Volete mettere la gioia di poter vedere Guarisco e Bacciardi affondare sulla stessa nave, proprio di fronte al nuovissimo porto di Tarquinia?
    Ma ritorneranno presto a infestare la politica tarquiniese, perché questa è la loro natura, e ahime ci sarà ancora gente pronta a sostenerli.

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  • Sarebbe interessante conoscere i voti di lista e quello dei candidati…la differenza darebbe un risultato sorprendente e proverebbe quanto forte è stato il risultato di una alleanza non scritta ma sancita da personaggi oscuri

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  • Rigore è quando arbitro fischia, diceva il mitico Boscov parlando di calcio. Arbitro ha fischiato e pure forte. Di falli in campo, in queste amministrative, ce ne sono stati tanti. E anche qualche pallone che, troppo gonfiato, s’è sgonfiato.

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  • acqua pulita ha scritto:

    il fango non è terminato ma si è rafforzato con mencarini tranquilli a volte ritornano

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  • che dire … me lo aspettavo, già da prima delle elezioni in piena campagna elettorale avevo pronosticato un ballottaggio tra Mencarini e Moscherini, conosco entrambi e per miei motivi personali mai avrei votato Gianni. Mencarini lo conosco dal 1985 l’ho visto crescere lo definisco una brava persona nel suo campo è in gamba come Sindaco lo scopriremo. Il Sindaco uscente ha fatto cose buone… ma spesso la gente si ricorda le cose negative… Ranucci ha perso la corsa anche per colpa delle scelte politiche nazionali del PD un PD che fa acqua da tutte le parti e i tarquiniesi hanno voglia di cambiamento… Sarà la volta buona? Il tempo ci darà le risposte a lungo cercate in questi ultimi 20 anni da due amministrazioni diverse seppur uguali

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