Beni confiscati alle mafie, Coordinamento Civico, associazione Caponnetto e Libera chiedono chiarimenti al Comune di Tarquinia sull’immobile di Marina Velka

Riceviamo dal Coordinamento Civico contro le mafie nell’Alto Lazio, dall’Associazione contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto e dal Presidio Libera Alto Lazio e pubblichiamo

Il Coordinamento Civico contro le Mafie nell’Alto Lazio, l’Associazione contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto, il costituendo Presidio Libera Alto Lazio esprimono profonda preoccupazione e chiedono immediati chiarimenti all’Amministrazione Comunale di Tarquinia in merito alla gestione dei beni immobili sottratti alla criminalità organizzata presenti sul territorio.

Con la determinazione n. G07657 del 5 giugno 2026, la Direzione Personale, Enti Locali e Sicurezza della Regione Lazio ha disposto la revoca definitiva del finanziamento di euro 35.000,00 precedentemente concesso al Comune di Tarquinia. I fondi erano destinati alla manutenzione e ristrutturazione dell’immobile confiscato situato in località Marina Velka – Pian di Spille.

Dall’atto dirigenziale della Regione emerge un quadro allarmante di scadenze ignorate e mancati riscontri da parte dell’Ente locale:

  • Termini scaduti: Il Comune avrebbe dovuto completare i lavori entro marzo 2025. La richiesta di proroga, presentata a ridosso della scadenza, è stata respinta dalla Regione.
  • Silenzio istituzionale: La società Lazio Innova S.p.A. ha inviato ripetuti solleciti a maggio 2025 per ottenere la rendicontazione, senza ricevere alcuna risposta.
  • Preavviso ignorato: Persino il formale preavviso di revoca inviato il 24 luglio 2025 è stato totalmente ignorato dal Comune, configurando una vera e propria “acquiescenza al procedimento di revoca”.

Questo episodio contrasta con le rassicurazioni che il Settore Lavori Pubblici del Comune aveva fornito al Coordinamento con nota ufficiale del 5 ottobre 2023 (prot. 41960). In quell’occasione, l’Amministrazione comunicava che l’intervento sull’immobile (indicato nella nota come “Villa degli Aisina”) era stato ammesso a finanziamento e che era in corso di redazione il Progetto Esecutivo.

Nonostante l’impegno del coordinamento civico e di Libera nel sollecitare l’Amministrazione a portare avanti il progetto finanziato, quel progetto è fallito nei fatti, privando la collettività di uno spazio sottratto alle mafie che avrebbe dovuto assumere una forte valenza sociale.

Abbiamo saputo nei mesi passati che per tre immobili confiscati (quello di Marina Velka, quello del Lido di Tarquinia e quello di San Martino nel centro storico) sono stati chiesti finanziamenti per l’edilizia residenziale sociale, il che starebbe a significare la finalizzazione di questi immobili a scopi abitativi. Se sia davvero così, se questi finanziamenti siano stati attribuiti e in che misura, quale progettualità abbia l’Amministrazione sugli stessi, tutto questo non lo sappiamo. È un vero peccato che su temi tanto importanti per i valori che mettono in gioco e per i bisogni sociali che potrebbero soddisfare, non sia stato favorito il dialogo con la cittadinanza e con le relative organizzazioni territoriali come la nostra.

Ricordiamo a tutti l’impegno che avevamo manifestao alla nuova Amministrazione comunale Sposetti, impegno che ci vedeva al servizio della finalità della legge, nella direzione di una più agevole fruibilità dei beni confiscati anche attraverso un regolamento per una trasparente gestione degli stessi. Quella disponibilità è rimasta inascoltata.

Il riutilizzo dei beni confiscati non è una concessione, ma un obbligo previsto dalla legge 109 del 1996, e un dovere morale verso i cittadini. Non è tollerabile che finanziamenti pubblici vengano persi a causa di silenzi amministrativi e sciatta gestione burocratica.

Il Coordinamento Civico contro le Mafie nell’Alto Lazio, l’Associazione contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto e il Presidio Libera Alto Lazio chiedono pertanto pubblicamente all’Amministrazione Comunale di Tarquinia:

  • Di chiarire immediatamente le responsabilità politico-amministrative che hanno portato alla perdita dei 35 mila euro per Marina Velka.
  • Di relazionare in modo trasparente e dettagliato sullo stato di avanzamento e sulle reali intenzioni progettuali per tutti gli immobili confiscati presenti sul territorio comunale.

La lotta alle mafie si fa con i fatti, con la trasparenza e favorendo il dialogo con la cittadinanza.